«Via Ventura riapre: è una vergogna»

Manca ancora il documento per il cambio di destinazione dell’edificio

Giorgio Scaglia

Dopo circa un mese di sospensione, dovrebbero riprendere oggi le lezioni alla scuola araba di via Ventura a Milano. Ma il condizionale è d’obbligo visto che l'ultimo atto della controversa questione potrebbe non essere stato ancora scritto. La riapertura infatti è segnata dalle polemiche perchè sebbene sia arrivato il via libera della direzione scolastica regionale della Lombardia e l'ok del prefetto Gian Valerio Lombardi, manca ancora il nullaosta di competenza del Comune di Milano, quello relativo all'agibilità. Per ottenerlo, la scuola deve consegnare ancora un documento: «il cambio di destinazione d'uso». L'edificio di via Ventura secondo il Catasto, può ospitare solo «abitazioni private, laboratori e uffici». Non una scuola. Per ribadire tutto questo, l'amministrazione ha inviato un documento all'associazione Insieme, promotrice dell'Istituto, e alla Direzione regionale scolastica, precisando che se dovesse succedere qualcosa ai bambini, la responsabilità sarà della Direzione scolastica, cioè di Dutto. I promotori dell'Istituto Mahfuz assicurano che la domanda di accatastamento dell'edificio è già partita e sarà consegnata al più presto.
Ma l’apertura dell’istituto suscita non poche polemiche da parte di alcuni rappresentanti del mondo politico: ««Considero una vergogna per le nostre istituzioni -dice ad esempio il deputato di An Daniela Santanchè -che possa riaprire i battenti, a Milano, una sedicente scuola islamica destinata ad operare in un regime di manifesta illegalità. Senza nessun controllo effettivo sui programmi e le modalità di insegnamento e senza nessuna garanzia che quei programmi, come appare sin troppo chiaro, non siano fondati su una dottrina oscurantista che rifiuta ogni condivisione dei valori fondanti dell'identità nazionale. Considero anche una vergogna - prosegue Santanchè - che si passi sotto silenzio il fatto che la scuola di Via Ventura venga finanziata da associazioni riconducibili all'estremismo islamico. Nei paesi arabi che consideriamo moderati - sottolinea Santanchè - in Tunisia, in Marocco, in Algeria, dove il tema dell'istruzione ha l'importanza che merita, scuole coraniche sul genere di quella che ci apprestiamo ad ospitare sono da tempo vietate. In Italia, invece, è sufficiente un permesso di agibilità - conclude Santanchè - per consentire ad un Islam radicale di agire come uno Stato nello Stato, inaugurando i suoi ghetti di indottrinamento» Di parere analogo è l’assessore Carla De Albertis: «Sia chiaro ai milanesi che sono ministero e provveditorato che fanno aprire» la scuola araba di via Ventura. Lo afferma l'assessore alla Salute al comune di Milano Carla De Albertis, di An. Manca ancora l'ultimo ok ma la sfida delle mamme col burqa continua e oggi la scuola araba aprirà». In una nota l'esponente di An denuncia «l'arroganza del gruppo di integralisti continua per averla vinta». E esorta il ministro Fioroni a dire «subito come attuerà i controlli promessi, sui libri di testo in arabo, sui programmi e con quale frequenza ci sarà questa stretta sorveglianza». Intanto la Lega Nord conferma il presidio di protesta davanti all’istituto.