Venuti, un’ottima antologia sobria e con pop di qualità

Venuti ha sintetizzato nella (non)sanremese Ferro e fuoco, bella sintesi di linguaggio attuale e vaghe ricordanze medievali, le sue qualità: sobrietà espressiva e renitenza agli stereotipi poppettari, nel segno d'una scrittura di segno nobile, ma mai estetizzante né compiaciuta di sé. Doti che la presente antologia conferma, includendo anche una partecipazione, in Mai come ieri, di Carmen Consoli. Il culto draconiano della misura e dell'equilibrio espressivo, l'accento confidente ma mai furbescamente ammiccante, l'eleganza colta e rilassata riemergono in un'artista schivo, restio ai clamori della cronaca e alle nequizie del gossip, tutto proteso ad una ricerca di forme e contenuti che onora la canzone italiana odierna.

MARIO VENUTI L'officina del fantastico (Universal)