Ma la vera estate rovente sarà nei Municipi

La lotta per le poltroncine dei nuovi municipi era subito esplosa a sinistra. Gli 850 euro di stipendio mensili per ognuno dei 3 mini assessori, e i delicati equilibri politici del centrosinistra avevano subito creato bagarre tra i partiti floreali e quelli comunisti.
Ora, invece, il vento della protesta fratricida si è spostato a destra. Tutto troppo liscio quanto accaduto in Centro Est, primo dei nove municipi a presentare la giunta: Aldo Siri (Lista Biasotti) presidente, Roberta Bergamaschi (Forza Italia), Emanuele Russo (Udc), Milena Pizzolo (An) assessori, subito scelti, votati ed eletti. Tra i partiti vigeva un tacito accordo. Un gioco ad incastri, calibrato e bilanciato con cura dai vari segretari di partito. E se il successo elettorale dei tre municipi conquistati dal centrodestra pareva dare ancor più ossigeno e risorse alla Casa delle Libertà ecco il colpo di scena: lotta intestina nella Medio Levante, l'unico storico fortino «conservatore» di Genova. Il presidente confermato, Pasquale Ottonello (Forza Italia), dopo una lunga gestazione ha scelta la sua giunta. Ma tra le polemiche e senza il voto dei consiglieri di Alleanza Nazionale. E soprattutto senza un assessore Udc, come invece sembrava dover essere. E via: Glauco Berrettoni (An), Renzo Di Prima (Lega) e Anna Palmieri, ancora Forza Italia. «Gli accordi sono saltati e quando non si rispettano i patti si crea un precedente allarmante», tuona il segretario provinciale di An Gianfranco Gadolla.
Il problema infatti è nato dalla scelta della donna. Il regolamento lo dice chiaramente: uno dei tre assessori deve essere del gentil sesso. E questo pareva spettasse allo scudocrociato, a cui per accordi andava l'assessore esterno (ossia non eletto) consentito. Ma la donna prima non si trovava e poi al presidente non andava bene. «A dire il vero me ne sono state presentate due, e sulla prima non ho avuto alcuna obiezione - chiarisce Ottonello - Poi l'Udc, per questioni interne, ha scelto la seconda a cui non posso dare la mia fiducia». «Non esiste un vero motivo scatenante e nessuno è d'accordo della presa di posizione del presidente», risponde Gadolla, che aggiunge: «Una persona non può essere scartata a priori». E mentre Ottonello dice che «non farà passi indietro perché non ho fatto un errore, ma una scelta, per giunta votata in consiglio», il coordinatore cittadino azzurro Cassinelli concorda che gli accordi vadano rispettati e tenterà una mediazione. Intanto nel Municipio Levante si indugia: il presidente Francesco Carleo (An) dice che i nomi li farà il 12 luglio, anche se, aspetta gli sviluppi di quanto accade nella Medio Levante: «Come Municipio stiamo lavorando duro da più un mese anche se non ci sono ancora gli assessori, perché preferisco rispettare i tempi tecnici e non romper gli equilibri».
In settimana il tassello dei mini assessori negli altri municipi si è praticamente completato. Sorpresa nel Centro Ovest, dove è stato eletto come vicepresidente, quello che spetta all'opposizione, il giovanissimo azzurro Renato Vito. Presidente Minniti (Ds) e assessori Braggio e Mulas (Ulivo) più Pigoni (Italia dei Valori). Polemiche invece alla Medio Ponente: il presidente Ds Stefano Bernini ha scelto come assessori Francesco Munizzi (Margherita), Annibale Santagata (Rifondazione) e Isabella Russo (Ulivo) come esterno. Fermissima la protesta del vicepresidente Silvano Battini (An): «Russo (non eletta in Comune, ndr) è una funzionaria Coop e suo marito è il presidente Coop Liguria, mentre l'assessore all'edilizia Santagata è un dipendente Aster, e c’è un grave conflitto di interessi».