«La vera nemica è l’influenza di stagione»

«Italiani alle prese con febbre e difficoltà respiratorie, ma i polli non c’entrano»

Marisa de Moliner

da Milano

L'influenza aviaria non deve spaventare gli italiani. Perché nel nostro Paese non ha ancora colpito l'uomo e non dovrebbe farlo, perlomeno presto. Febbre e difficoltà respiratorie in questo periodo sono dovuti esclusivamente alla tradizionale influenza di stagione. La rassicurazione arriva da un esperto di virus tradizionali e no, il professor Fabrizio Pregliasco dell'università degli studi di Milano.
L'influenza aviaria sbarcata in Sicilia, Puglia e Calabria deve preoccupare?
«No, perché è quello che ci aspettavamo. Quest'anno in Russia c'è un inverno molto freddo e molti animali emigrano verso sud. Una condizione che non deve creare preoccupazioni. Nel nostro Paese la situazione è differente da quella del sud est asiatico, perché là non è possibile fare quello che faremo noi nei prossimi giorni. Individuazione delle dimensioni dei focolai, soppressione degli animali infetti e soprattutto condizioni ambientali e igieniche che evitano il contatto con l'uomo».
Possiamo continuare a mangiare pollo?
«Assolutamente sì: pollo e uova. Perché è tutto sotto controllo nella produzione avicola industriale.
Il virus che ha colpito i volatili nel sud est asiatico è lo stesso dei cigni italiani?
«Nulla è cambiato. Il virus è sempre l'H5N1. Ci sono stati casi in Puglia, in Sicilia e in Calabria, ma si tratta di capire ancora quanti sono effettivamente i volatili infetti. Rischia anche il Veneto. Una zona umida crocevia di molte specie aviarie che migrano dall'est europeo verso l'Africa».
Corre rischi solo chi vive in promiscuità con i volatili, o può infettarsi anche chi ne toccasse uno per caso?
«Non si corre nessun rischio dal contatto occasionale. Il virus si trasmette attraverso sangue e feci degli animali ingeriti o inalati per aerosol. Affinché il contagio avvenga ci dev'essere un'ingestione o un'inalazione di cospicue quantità di materiale infetto».
Ed è da temere il contagio da uomo a uomo?
«Assolutamente no, non essendosi verificata la mutazione del virus, ovvero il salto di specie che consente la trasmissione del virus tra esseri umani. Una situazione molto difficile anche perché questi virus troverebbero pochi recettori nelle mucose respiratorie umane».
Ma che si sta facendo per scongiurare il pericolo?
«I contatti veterinari a livello industriale sono stati ulteriormente amplificati, un'altra contromisura adottata è quella delle anatre sentinelle in gabbie esposte in tutt'Italia».
Possiamo stare tranquilli?
«Adesso c'è l'influenza normale, stagionale. Quella aviaria non dobbiamo prenderla nemmeno in considerazione».
Che differenza c'è tra le due influenze?
«Quella aviaria è molto più pesante di quella tradizionale e comporta difficoltà respiratorie, congiuntivite e sanguinamento delle gengive».
Ma si può curare?
«Sì, se s'interviene precocemente tra le 12-36 ore dalla comparsa dei sintomi si può salvare il contagiato. Perché ci sono farmaci antivirali efficaci come il tamiflu che è ormai disponibile in Italia».
Il vaccino contro la normale influenza può rivelarsi utile? «No,non protegge anche da quell'aviaria. È comunque utile perché evita di contrarre l'influenza e di conseguenza la psicosi d'essere stati colpiti da quella dei polli».
E il vaccino per contrastare l'aviaria è pronto?
«No perché non è ancora stato isolato il virus che si trasmette da uomo a uomo».