Ma la vera star è Veltroni, sindaco e intrattenitore

Come un cantante rock non si sottrae a foto e autografi in un clima da apoteosi

Simone Turchetti

«Questa è finora la migliore Notte Bianca». Così esordisce il sindaco Walter Veltroni nella conferenza stampa di mezzanotte, alla Camera di commercio di Roma. E difficile dargli torto: quella appena trascorsa è stata per il primo cittadino una notte magica. Sin dall’esordio in piazza del Campidoglio, allo spettacolo di Benigni, dove l’apparizione del sindaco viene salutata da un’esplosione di applausi.
Veltroni mostra tutte le sue qualità di intrattenitore, tenendo bene il palco con una rapida introduzione all’attore toscano. Il quale ricambia l’ospitalità elogiando Roma e il suo primo cittadino, e sfottendo Berlusconi, mentre Veltroni sorride alle battute dell’istrionico premio Oscar. Un amore reciproco che culmina in abbracci e dichiarazioni di stima, interrotte però dall’incombere della seconda tappa del tour del sindaco, il concerto delle scuole di musica di Roma ai Fori imperiali. Evento funestato, all’arrivo della delegazione capitolina, dal primo violento scroscio di pioggia. Il codazzo di giornalisti invade il palco per ripararsi, malgrado le mantelline gentilmente offerte con la cartella stampa, mentre il pubblico se la dà a gambe. Evento sospeso. Si ripiega allora sui Musei capitolini, una destinazione fuori programma. E soprattutto una piacevole sorpresa per i tanti visitatori: c’è chi stringe la mano a Veltroni, chi si fa autografare il biglietto d’ingresso, chi si fa una foto. Il sindaco dispensa sorrisi e non si sottrae alla folla; dopotutto, è il prezzo della fama. Una fama che inebria e che scioglie la lingua, tanto che, rivolto a una giornalista scherza: «Allora, l’hai trovato un ragazzo? Non mi sto offrendo, anche se ormai passo più tempo con te che con mia moglie». La first lady, lì di fronte, storce la bocca, forse non apprezza la boutade.
Nel frattempo, la direttrice dei musei si offre come guida alla delegazione straniera. Simpatico siparietto: Veltroni incontra un gruppo di ragazzi. «Da dove venite?» Chiede. «Da Bari», rispondono quelli, emozionati. «Bravi, bravi. Che bello vedere tanti giovani venire anche da così lontano». Ricevuta la benedizione capitolina, i ragazzi possono ributtarsi contenti nella notte. Prima della conferenza stampa alla Camera di commercio, in cui il presidente, Andrea Mondello, snocciola entusiasta le cifre del successo economico della Notte Bianca, per il sindaco c’è il tempo per una capatina al Globe Theatre, dove si esibisce Gigi Proietti. Anche qui, entusiasmo degli spettatori, e abbracci col poliedrico Gigi. I giornalisti nel frattempo sono esausti. Il programma è saltato, e si insegue l’euforia del sindaco, che si sposta rapido seminando in mezzo alle strade affollate i pulmini dei reporter. Questi si ritrovano alla fine, stremati, nelle sale del Campidoglio, in attesa del concerto di Michael Nyman in programma alle quattro sulla piazza. Veltroni ricompare all’improvviso. Vitalissimo, con il colletto della camicia sbottonato, senza la cravatta, esorta gli stravolti membri della stampa. «Allora, già stanchi? Coraggio, la notte è ancora lunga!». Infatti. C’è il concerto, e anche lì applausi, c’è chi grida «Vai, Walter!», chi si ferma per stringere la mano al sindaco e per ringraziarlo per la splendida festa. E poi c’è l’assalto delle telecamere, cui dare risposte, entusiaste: «Anche queste manifestazioni servono a battere il terrorismo, la paura. Non ci si può fermare». E ancora: «Una grande dimostrazione di serenità e partecipazione da parte del popolo di Roma». Quando le prime note risuonano (e lo sciame di obiettivi si dissolve), i coniugi Veltroni si godono la musica abbracciati affettuosamente, come una famiglia qualsiasi. E come una persona qualsiasi il sindaco accusa segni di stanchezza prima dello spettacolo di Taranta al Pincio. Sono ormai le sei. C’è il tempo per assistere alle battute di Aldo, Giovanni e Giacomo; poi, anche per Veltroni è tempo di andare a dormire, e chiudere una notte da incorniciare. Una notte da star.