Verano, supertestimone accusa: «Ho visto gettar via gli scheletri»

«In 4 mesi finite in discarica le ossa di 800 tombe» La Procura di Roma: «Indaghiamo da 2 settimane»

da Roma

La Procura di Roma conferma: «Stiamo indagando da due settimane». L’Ama, la società capitolina incaricata dello smaltimento dei rifiuti e dei servizi cimiteriali, taglia corto: «Notizie prive di fondamento». Non ha dubbi Carlo G., ex dipendente dell’azienda, oggi in pensione, il supertestimone che con un esposto al vetriolo inviato ai magistrati di piazzale Clodio ha dato il via all’inchiesta: quei corpi disseppelliti, lasciati accatastati in un piazzale del Verano e poi portati alla discarica di Malagrotta come fossero spazzatura, li ha visti eccome. Ha già raccontato tutto agli inquirenti in un interrogatorio fiume di alcune ore, puntualmente trascritto nei verbali di polizia giudiziaria.
Eppure per l’Ama quei disseppellimenti non sono altro che «operazioni di routine», che avvengono ogni dieci anni sotto la vigilanza di un medico legale.
«Peccato invece che la vicenda riguardi tumulazioni di 40, 50, 60 anni fa. Quelle di dieci anni vengono fatte con il consenso dei familiari; le spese, compresa la fattura al medico della Asl, vengono sostenute dalla famiglia stessa del defunto. Qui parliamo di almeno 800 tombe scoperchiate in appena quattro mesi. E non spetta ai medici verificare dove le salme vadano a finire».
L’azienda sostiene anche che sotto la supervisione del medico vengono separati i resti umani dai materiali di risulta (pezzi di bara, cuscini, vestiti). Che i primi finiscono nell’ossario, i secondi in discarica, portati via da ditte ad hoc.
«Nel periodo in cui ho osservato il macabro rituale delle estumulazioni di massa, da giugno a ottobre con uno stop ad agosto, l’ossario è rimasto praticamente chiuso. E nessuno si è mai occupato della pulizia dei loculi dove andrebbero riposte le spoglie. Tant’è che non è mai esistita una squadra attrezzata con mascherine e materiali solventi addetta a questa specifica mansione».
Questi cadaveri avrebbero avuto diritto comunque a un trattamento diverso?
«Voglio dire che se gli operai avessero seguito davvero una procedura regolare per ogni singola salma, non se ne sarebbero mai potute disseppellire un numero così elevato ogni giorno. L’ho già detto agli uomini della giudiziaria: cercate le fatture per il lavoro svolto dai medici della Asl in quel periodo, se ci sono».
Ma l’ossario dicono sia normalmente in funzione, coi loculi puliti.
«Sarà un caso ma dopo avere tentato di denunciare la vicenda una prima volta il 25 ottobre direttamente al sindaco Veltroni, il lunedì successivo l’ossario è stato aperto e pulito in tutta fretta, con tanto di fiori freschi all’entrata. Allora ho contattato un avvocato e il 31 ottobre mi sono precipitato a piazzale Clodio a depositare l’esposto, con tanto di foto allegate. È tutto a verbale».
Ma lei li ha visti gli scheletri?
«Certo. Non c’era bisogno nemmeno di rompere i sacchi bianchi in cui venivano riposti. Spesso la plastica era rotta e s’intravedevano le estremità spuntare fuori. Ma non li ho visti solo io. Al Verano ci saranno almeno cinquanta seppellitori e la Procura ha già cominciato a sentirne qualcuno».
Il pm Maria Letizia Golfieri ha fatto sapere di avere incaricato la polizia giudiziaria di fare accertamenti a campione. Ma che, a oggi, non ci sono riscontri.
«È una questione delicata, con molti interessi in gioco. Non si può pensare di liquidarla in un paio di settimane».
Quali interessi?
«Semplice. Un campo sgombero da vecchie salme, significa nuove tombe da poter piazzare a peso d’oro sul mercato del caro estinto».