Verano, tombe usate come dormitori

Cappelle secolari usurpate e trasformate in monolocali da extacomunitari senza tetto. Tombe ridotte a latrine e depositi di scope. Sepolcri artistici ottocenteschi lasciati crollare a decine. Ladri di arredi funerari senza più controllo. La presenza di vigili urbani è ai minimi storici e il piano di videosorveglianza con telecamere senza fili, annunciato per la fine del 2006, ancora inapplicato. Il Verano, sotto la giunta Veltroni, vive un degrado mai conosciuto da quando fu consacrato da Pio IX nel 1835.
«Da quando è subentrata l'Ama nel 1999 - racconta sdegnata una fioraia che ha da 50 anni il banco all’ingresso del Pincetto - ogni giorno è peggio: rubano di tutto, fiori, ceri, lampadine, arredi, metallo. Tanti ci abitano pure: una ragazza si è addirittura ricavata un monolocale in una cappella abbandonata. Una volta l’ho vista che si faceva il bidé con un secchio vicino a una fontanella, senza nessun pudore. E poi fanno i bisogni dappertutto: la stilista Fendi ha trovato escrementi sulla sua tomba al Pincetto. D’altra parte non ci sono più il portiere, i guardiani e i vigili che facevano la ronda con le biciclette».
Il piano comunale di videosorveglianza per il cimitero monumentale (annunciato nell’aprile 2006 e posticipato all’inizio di quest’anno), in realtà non è mai stato attuato. Messo a punto dall’ex colonnello dei carabinieri Vittorio Borghini, direttore dei servizi cimiteriali del Campidoglio, il piano prevedeva, come si ricorderà, una rete di telecamere senza fili su tutti i 78 ettari del Verano e una sala operativa dei vigili urbani. Spesa prevista: tra i 600mila e gli 800mila euro.
«Le telecamere non sono state ancora installate», spiegano all’Ufficio relazioni con il pubblico dell’Ama di via del Verano. «Però il servizio di vigilanza è stato potenziato».
In realtà, nel corso di un sopralluogo di tre ore nella parte storica (Pincetto, Quadriportico e Rampa Caracciolo), la più saccheggiata e profanata, non abbiamo visto alcun vigile del terzo gruppo, sorvegliante dell’Ama o volontario dei carabinieri in congedo. Siamo stati testimoni, invece, della disperazione di due coniugi che hanno trovato la propria cappella usurpata da senzatetto e ladri di tombe.
La cappella si trova all’angolo del riquadro 34, tra il Pincetto nuovo e quello vecchio. La signora Luigioni piange disperata e si sdegna trovando la porta della sua cappella chiusa a catena con un grosso lucchetto messo da ignoti. «Già un anno e mezzo fa ci avevano rubato uno dei due leoni di pietra di guardia all’ingresso e i medaglioni di marmo all’interno. Ora hanno rubato le fotografie dei miei antenati appesi tra le tombe e l’hanno chiusa a catena. Io posso capire che ci dormano dentro, ma perché togliere tutte le fotografie dei miei antenati, che cosa ci devono fare?».
A utilizzare le tombe del Verano come dormitorio sono extracomunitari e senzatetto. «È facile scavalcare dal lato della Tangenziale», spiega un operaio addetto alla manutenzione della principesca tomba dei Lazzaroni.
«Quelli che vivono qui sono una decina», precisa un giardiniere in lavoro al Pincetto. «Abitano qui da anni. D’altra parte meglio che stiano qua, piuttosto che per strada: qui almeno hanno un tetto, i bagni e l’acqua... C’è di molto peggio in giro...».