Verbali e voti contestati Sono partiti i controlli

I risultati delle verifiche tra sette giorni: un centinaio finora le schede incerte

File di scaffali che saranno riempite dalle schede elettorali in arrivo da tutti i seggi della provincia di Milano e della Lombardia. Sono iniziate ieri mattina le operazioni di verifica dei voti scrutinati nella notte tra lunedì e martedì nella circoscrizione «Lombardia 1» per la Camera, e in tutta la Regione per il Senato, nei due enormi spazi ricavati chiudendo gli androni della Corte d’Appello dietro pareti di compensato, al primo e al terzo piano del Palazzo di Giustizia.
In altre parole, i due uffici elettorali (due «pool» di una trentina di cancellieri ciascuno, coordinati da due gruppi di tre magistrati della Corte d’Appello), hanno iniziato ad estrarre dalle buste i verbali consegnati dalle diverse sezioni, ad effettuare verifiche di rispondenza tra i numeri verbalizzati, e a fare il conto dei voti definitivi, decidendo anche sui voti contestati ma non assegnati dal presidente di seggio. E, al momento, le preferenze oggetto di contestazione sarebbero «una percentuale minima, di certo non in grado di incidere sull’esito della consultazione», fanno sapere dagli uffici. In mattinata, erano una trentina i verbali che dovevano essere accertati, e un centinaio i voti contestati. «La legge - spiegano - è chiara sul fatto che la preferenza vada espressa attraverso un segno chiaro e univoco, senza alcuna scritta». È accaduto, ad esempio, che qualcuno abbia apposto il nome di Fini sul simbolo della lista di Alleanza nazionale, o abbia disegnato una quercia su quello dei Ds. «Voti che vanno considerati nulli».
Per quanto riguarda la Camera, una volta terminato l’esame, l’ufficio elettorale trasmetterà il totale dei voti raggiunto da ciascuna lista di Milano e provincia all’ufficio elettorale nazionale, che si trova presso la Corte di Cassazione a Roma. E proprio alla Suprema Corte verranno raccolti i dati di tutte le circoscrizioni del Paese. Dopo aver elaborato i quozienti per ciascuna lista, l’ufficio nazionale li trasmetterà nuovamente a ogni ufficio elettorale circoscrizionale, che avrà il compito di assegnare ufficialmente i seggi per la Camera dei deputati.
Diverso il discorso riguardante il Senato. In questo caso, infatti, sarà lo stesso ufficio elettorale lombardo (e di ogni altra regione) a verificare i voti e a fare la proclamazione ufficiale.
«Le operazioni di verifica - rendono noto dagli uffici - dureranno alcuni giorni, e termineranno con ogni probabilità verso la metà della prossima settimana». Una previsione cauta, anche in considerazione del fatto che la Lombardia è la regione con il numero più alto di seggi da assegnare al Senato (47).
Infine, «eventuali ricorsi contro le assegnazioni - spiegano i presidenti dei due uffici - dovranno passare attraverso la magistratura del Tar».