«Verde, paghiamo vent’anni di abbandono»

PROGETTI «Fino a oggi si appaltava quasi tutto, noi vogliamo valorizzare le professionalità»

Fabio De Lillo, assessore all’Ambiente, è così disastrosa la situazione del Servizio Giardini del Comune?
«Il fatto è che abbiamo ereditato un quadro catastrofico, sono circa 20 anni che manca un’adeguata programmazione delle potature. Si pensi che il Servizio Giardini deve occuparsi da solo della manutenzione di 4mila chilometri di strade alberate, per un totale di circa 300mila essenze. Ebbene, quello che le precedenti amministrazioni hanno saputo fare è stato solo accumulare ritardi su ritardi».
Qualche esempio?
«Ne ho quanti ne volete. Allora, l’ultima potatura di 350 pini sulla Cristoforo Colombo risale al 2002, di 284 platani sulla Nomentana sempre al 2002 e di 330 platani tra viale Giulio Cesare e viale delle Milizie al 2003. Mi fermo qui, ma potrei continuare a lungo».
A cosa si deve tanta incuria?
«A diversi fattori. Il primo: dal 1989 a oggi il personale è stato ridotto drasticamente, passando da 1200 a 312 addetti. Ancora: il parco macchine a loro disposizione è inadeguato e obsoleto. Su 22 autobotti quasi la metà sono fuori servizio e lo stesso vale per i 24 cestelli, la cui età media supera i 21 anni. Va un po' meglio per i 168 autocarri, che hanno comunque alle spalle più di 14 anni di attività».
Avete una statistica complessiva?
«Certo, e non è incoraggiante. L’età media dei mezzi da lavoro è di 16 anni. Di più: uno su quattro al momento risulta fuori uso. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto uno stanziamento di 7 milioni di euro per rinnovare il parco macchine».
Altre problematiche da tenere d’occhio?
«Senza dubbio il progressivo indebolimento delle radici degli alberi, a causa dei continui lavori stradali e degli attacchi dei parassiti. Un aspetto sul quale poco o niente è stato fatto in passato».
E voi come agirete?
«Fino a oggi l’amministrazione ha appaltato la quasi totalità degli interventi, noi invece intendiamo valorizzare e incrementare di numero le professionalità interne al Servizio Giardini. Un dipartimento che già ha dimostrato di saper gestire, anche con un livello minimale di attrezzatura, momenti delicati come la rimozione dei 18 cipressi secolari caduti a seguito del passaggio della tromba d’aria sulla via Appia Antica».
Come procedono i lavori intorno a Castel Sant'Angelo?
«Li abbiamo ultimati pochi giorni fa. Si è trattato di un intervento importantissimo, effettuato nel cuore della capitale, in una splendida area quotidianamente visitata da migliaia di turisti che versava in una situazione di degrado. Le alberature non venivano potate da circa 10 anni e le conseguenze erano sotto gli occhi di tutti. Con questa operazione abbiamo ripristinato una situazione di decoro e restituito ai romani Castel Sant’Angelo in tutta la sua bellezza».
Qualche altra idea per voltare più rapidamente pagina?
«Il mese scorso ci siamo inventati la task force del verde. Un gruppo di operatori del Servizio Giardini segue la Questura durante lo sgombero degli insediamenti abusivi e riqualifica la zona. Credo sia un segnale importante e ben visibile che diamo ai cittadini».