Verde pubblico, dopo un anno Tursi fa le stesse promesse

Erika Falone

Sotto l'albero di Tursi i fondi scarseggiano. Anzi, sotto gli alberi. Dalle palme di Nervi ai faggi di corso Torino.
Ormai si sa che l'assessorato alle Politiche Ambientali del Comune di Genova ha visto tagliare in questi ultimi anni le proprie risorse, e i propri giardinieri, che sono rimasti solo in 80.
Ma se i liquidi sono sempre meno, sembra che anche le idee stiano iniziando a venir meno.
Troppo il verde da seguire per il Comune fra ville, parchi e giardini. E aiuole che richiedono quella noiosa incombenza che prende il nome di «manutenzione ordinaria». Ieri mattina a palazzo Tursi l'assessore alle Politiche Ambientali Luca Dallorto, dopo aver fatto il punto della situazione su lavori portati avanti dall'Aster in questo 2005 ormai alla fine, ha lanciato «l'idea»: affidare la gestione delle aiuole a aziende, commercianti, insomma privati che ne facciano richiesta.
Peccato che la stessa proposta fosse già stata resa pubblica diversi mesi fa per poi cadere, evidentemente, nel dimenticatoio. Non è una novità del momento: lo statuto che regola l'adozione da parte dei cittadini di spazi verdi pubblici, iniziativa invece che funziona già da diverso tempo a pieno regime, prevedeva già alla sua nascita anche l'affido a commercianti di aiuole.
Funziona così: un contratto di un anno, rinnovabile, con il quale il privato si impegna a gestire totalmente la manutenzione dell'aiuola. Sostituire alberi o piante morte, potare, concimare. Su questo spazio sarà poi affisso un piccolo cartello con il nome della ditta o l'azienda che lo cura. Per l'economia non è un buon momento, il ritorno di pubblicità non è detto che ci sia effettivamente, viste le dimensioni del cartello. «Ma i contatti che abbiamo preso fin'ora ci fanno ben sperare - commenta Giorgio Costa di Aster -. Chi vuol contribuire cerca più che altro di rendersi utile in modo concreto per la sua città, non punta a un'operazione pubblicitaria».
«Di aiuole a Genova ce n'è per tutte le tasche - spiega l'assessore alle Politiche Ambientali, Luca Dallorto -. Grandi e piccole. Togliendo al Comune questa incombenza, quello che risparmiamo di qui, può essere investito da un'altra parte». Non fa un piega.
La proposta di adottare un'area verde ha avuto molto successo: 75 le aree già date in affidamento in un anno ad associazioni, circoscrizioni. Che hanno assunto non solo una funzione di manutenzione delle superfici alberate, ma anche di presidio del territorio.
Per queste settantacinque, ormai recuperate e in buone condizioni, che non pesano più sulle casse del comune, dovrebbero essercene altrettante, in buono stato o in fase di bonifica, seguite dal comune.
«Non abbiamo scelta - ammette l'assessore Dallorto -, o l'intervento dei privati, o chiudiamo tutto». Di lavoro, è vero, ne è stato fatto nell'ultimo anno. Villa Duchessa di Galliera a Pegli, i Parchi di Nervi, Villa Imperiale.
Per quanto riguarda i parchi di Nervi in particolare, anche se resta ancora irrisolta la questione della gestione definitiva alla fine dei lavori, è particolarmente interessante la partecipazione nella protezione dell'ambiente delle ville dell'istituto tecnico Marsano di S.Ilario e dell'Università di Genova. Nonché dei cassintegrati dell'Ilva che sono stati integrati in progetti di pubblica utilità.
Gli esempi però scivolano solo sui grandi nomi.
E al piccolo albero sotto casa, come sempre non ci pensa nessuno. Per quanto riguarda il bilancio, l'assessorato alle Politiche Ambientali ha reso noto che sono stati spesi 2 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e 4 milioni di euro per quella straordinaria. Le stesse somme sono previste per le spese del prossimo anno.