Dalla verde Slovacchia vetture Kia per l’Europa

Luigi Cucchi

Con una superficie più che doppia rispetto a quella della Lombardia (49mila chilometri quadrati contro 24mila), la Repubblica di Slovacchia, ai confini con la Polonia, ha 5,3 milioni di abitanti, poco più della metà della popolazione lombarda. Fino al 1992 era unita alla Repubblica ceca, poi l’autonomia. È una verde terra in rapida trasformazione. Ricoperta di foreste per il 50 per cento, ricca di laghi e cascate, è il paradiso dei cervi, degli orsi, degli stambecchi. Per buona parte dell'anno i monti Tatra hanno le cime innevate. Nella sua capitale, Bratislava, non lontano da Vienna, si erano trasferiti nel passato i nobili ungheresi quando Budapest fu occupata dai musulmani dell'impero ottomano, minacciando l’Europa.
Gli slovacchi, nelle loro linde case dai tetti spioventi, cattolici, giovani membri dell'Unione europea, stanno modificando le loro debolezze in opportunità. Escono dal loro isolamento (con autostrade, ferrovie, aeroporti finanziati dall'Europa) e trasformano la loro economia prevalentemente agricola in industriale. Attraggono gli investimenti esteri con politiche incentivanti, grande disponibilità, poca burocrazia e soprattutto bassi salari medi (450 euro al mese per 42 ore di lavoro settimanali). Volkswagen, Gruppo Psa e Kia hanno già risposto al loro appello, Hyundai lo sta per fare. La Slovacchia, un tempo priva di una industria automobilistica produrrà oltre 900mila automobili all'anno destinate al mercato europeo. La coreana Kia ha terminato a Zilina, 200 chilometri a nord est di Bratislava, un moderno stabilimento: sensori ottici controllano la qualità di numerose parti stampate e 330 robot sono impiegati nel reparto saldatura. In dicembre inizierà la produzione: a regime si costruiranno 300mila automobili all'anno, 100 unità per addetto. Il nuovo polo sorge su una superficie di 223 ettari, occuperà 3mila persone, 10mila considerando le aziende fornitrici. È costituito da otto blocchi: 5 per la produzione di motori, la verniciatura e le linee di montaggio, 2 per i ricambi, 1 per l'amministrazione, il training center, i servizi. I motori di 1,4 e 1,6 litri a benzina e 1,6 turbodiesel. Sono destinati ad un'auto di medie dimensioni (segmento C) , ancora priva di nome: la sigla del progetto in codice è ED. Questa nuova automobile sarà presentata in anteprima mondiale a settembre al Salone di Parigi. Alla versione 5 porte seguirà una 3 porte ed una station wagon. A Zilina verrà poi costruita anche Sportage, la Suv apprezzata (assieme a Sorento) in Europa e negli Usa, oggi costruita in Corea in 300mila unità all'anno. L'investimento per il polo di Zilina è stato di 1,1 miliardi di euro. La vendita di auto ED, dopo soli 12 mesi, dovrebbe conquistare in Europa il 3,5% di quota detenuto dalle auto del segmento C (3,5 milioni di unità).