La verde supera quota 1,6 euro L’Italia diventa la più cara d’Europa

MLe partenze per le vacanze incombono e le famiglie italiane si trovano alle prese con l’ennesimo record della benzina. Con i recenti aumenti delle accise, infatti, la verde è ormai volata ben sopra la soglia di 1,6 euro, arrivando a 1,613 presso i distributori della Esso. Una corsa che conferma l’Italia al top dei prezzi europei e contro la quale insorgono le associazioni dei consumatori.
Il listino dei prezzi diffuso ieri dalla Staffetta quotidiana mostra due compagnie che toccano la soglia psicologica di 1,6 euro: si tratta di Esso (1,613 appunto) e Q8 (1,6 euro tondi). Il gasolio, invece, si avvicina a quota 1,5 euro (1,488 alla Esso). Il petrolio per contro continua ad attraversare un periodo di relativa calma: complice la chiusura per festività del mercato americano e la paura per la Grecia, il greggio si è mosso ieri senza direzione, a 111,65 dollari al barile per il brent consegna agosto e 95,05 dollari per il Wti.
I prezzi dei carburanti sono stati però fortemente condizionati dagli aumenti delle accise decisi per finanziare il Fondo unico dello spettacolo (+0,19 euro al litro) e l’emergenza immigrati (+4 centesimi al litro). Lo scostamento tra costo industriale e costo alla pompa, secondo quanto emerge dalle rilevazioni dell’Unione petrolifera, è infatti decisivo: nell’ultimo mese il primo è sceso di 3 centesimi al litro, mentre il secondo è cresciuto di 4,4 centesimi. Segno che a pesare è, per l’appunto, la componente imposte e accise.
Gli aumenti, stando ai calcoli del Codacons, sono ancora più sostenuti: dalla fine di giugno, secondo l’associazione dei consumatori, i prezzi sono saliti di 7 centesimi, pari a una stangata di 84 euro ad autovettura. Adusbef e Federconsumatori sostengono che l’aggravio per gli automobilisti, rispetto allo scorso anno, raggiunga quota 488 euro tra costi diretti e indiretti. È comunque certo che l’Italia, con questi prezzi, conferma la propria posizione di uno dei Paesi più cari d’Europa: come evidenza l’Adoc, da noi la verde costa l’8,7% in più rispetto alla media europea. L’Italia si piazza così al quarto posto, preceduta solo da Grecia, Danimarca e Olanda. Calcoli alla mano, dunque, le associazioni chiedono con forza un intervento del governo, perché ritiri gli aumenti e proceda con la riforma del settore.
Solidale con i consumatori è anche Assopetroli-Assoenergia, che ha inviato alla Direzione delle Dogane una lettera aperta «sottolineando l’inaccettabile procedura» seguita in occasione dell’aumento dell’accisa da 4 centesimi del 28 giugno. Per questo nell’assemblea del 13 luglio «saranno decise le azioni da intraprendere».