Verdetto dell’Open: Molinari in Europa non teme nessuno

Nel «Telecom» Chicco ha sfiorato il bis e ha dimostrato di poter giocare con chiunque nel Vecchio Continente

Il Telecom Italia Open è ormai archiviato. Il Giornale ha coperto l’evento come nessun altro quotidiano italiano e quindi resta ben poco da dire. Gonzalo Fernandez Castaño - che fra l’altro avevamo dato fra i favoriti alla vigilia - è un bel nome del nuovo firmamento golfistico internazionale e ben figura nell’albo d’oro del nostro massimo torneo. Si è arrivati ad assegnare il titolo dopo uno spareggio con un altro buon nome, quello dell’austriaco Markus Brier, vincitore tre settimane fa del Volvo China Open a Shanghai. Nick Dougherty - l’inglesino allievo e protetto dal ben più famoso Nick Faldo - aveva il torneo in mano, ma ancora una volta ha mollato al momento decisivo, dimostrando di non essere ancora pienamente padrone della situazione, anche se dotato di mezzi e classe che lo possono portare molto, molto lontano. Francesco Molinari, dal canto suo, ha invece dimostrato di essere all’altezza di giocare contro chiunque, almeno in Europa per il momento, di avere una grinta e una tenacia incredibili. Ha mancato il playoff di un soffio e per un putt perfetto, ma che ha deciso - lui solo - di non cadere sul fondo dell’ultima buca. Le quarte 18 buche che sono state «tagliate» causa maltempo avrebbero potuto far ripetere a Francesco l’impresa dello scorso anno? Forse sì, forse no - il golf a volte è una roulette -, ma la decisione di limitare il torneo a 54 buche, anche se ha lasciato a noi italiani un po’ di amaro in bocca, è stata saggia nel complesso e pesa soprattutto per salvaguardare l’Open. Si fosse deciso di giocare 36 buche la domenica - con previsioni meteorologiche che annunciavano un temporale poi girato largo su Tolcinasco - e ci fosse stata ancora interruzione di gioco con i professionisti partiti dalla buca 1 e dalla buca 10 si sarebbe dovuto annullare tutto ed assegnare il titolo sulle 36 buche già giocate, rendendolo però non valido per il Tour europeo. Questo sì che sarebbe stato dannoso per il buon nome del torneo, per gli sponsor e per la copertura televisiva, che comunque non avrebbe potuto avere programmazione mondiale se si fosse prolungato l’Open al lunedì.
Negli Stati Uniti, con la vittoria nel Wachovia Open, Tiger Woods ha accorciato la lista dei tornei americani che ancora non figuravano nel suo palmares. Nelle ultime 18 buche il duello annunciato era tra il «fenomeno» e uno dei suoi avversari storici, il fijiano Vijay Singh, il quale però non è riuscito a tenere il ritmo delle giornate precedenti, spianando la via alla terza vittoria stagionale di Woods e alla sua nona negli ultimi 12 tornei giocati. Sul Tour femminile europeo delusione per la nostra Sophie Sandolo che, dopo 54 buche, era al comando in Spagna nel Tenerife Open. La bella giocatrice italiana ha però subito un pesante 77 nell’ultimo giro, scivolando in ottava posizione e lasciando la vittoria alla ventitreenne australiana Nikki Garrett. Ottima prova di Stefania Croce che, con un gran giro finale, è risalita al sesto posto.