Alla Verdi il corno di Vlatkovic

Piera Anna Franini

Nella veste solistica li si vede assai di rado. E loro hanno fatto di necessità virtù conquistandosi la fama dei compagnoni per eccellenza dell'orchestra (seguiti a ruota dai vari componenti della famiglia dei fiati). Sono i cornisti, là, nel reparto degli ottoni, in fondo all'orchestra.
Il repertorio solistico per corno esiste, ma è piuttosto rarefatto, risulta quindi un'impresa poter sfondare senza legare il proprio nome all'orchestra di turno, in genere la più grande aspirazione è quella di raggiungere il primo leggio.
Eppure c'è chi ha puntato i piedi, spuntandola. E Rodovan Vlatkovic, di Zagabria, ha speso qualche anno in orchestre di rango come primo corno (tra cui la Rso di Berlino), fino alla decisione di mettersi in proprio.
S'è imposto come uno dei cornisti più interessanti del nostro tempo, conteso dai migliori complessi e richiesto come insegnante dalle scuole più titolate: prima dalla Musikhochschule di Stoccarda, quindi il Mozarteum di Salzburg e dal 1999 dal conservatorio Reina Sofìa di Madrid.
Da oggi (ore 20.30) Vlatkovic è a Milano all’Auditorium, ospite dell'Orchestra Verdi, dove tornerà domani (ore 19.30) e domenica (ore 16). Sale sul podio il cinese Lü Jia, dopo la terna di appuntamenti con la Verdi di pochi giorni fa.
L'apertura di serata è riservata a un compositore che molto ha fatto per il corno, Carl Maria von Weber.
Oltre a scrivere pagine per corno solista - il caso del Concertino op. 45 oggi in programma - Weber destina a questo strumento uno spazio privilegiato anche in orchestra. Addirittura gli affida l'alzata di sipario, il caso dell'Oberon dove squilla di corni avviano il tutto, incarnando il simbolo dello strumento magico (un po' come il flauto di Tamino nel Flauto magico di Mozart).
Corno: strumento epico, fatato, legato al soprannaturale. Così pure, strumento di richiamo: di caccia e diligenze postali. Strumento tremendo al quale basta un nonnulla per scroccare (come si dice in gergo), che poi i guai sono difficili da rimediare perché il suono corre pastoso, ricco di atomici udibile in modo chiarissimo , nel bene e nel male.
Corno, strumento che per la sua stessa natura risulta caro ai Romantici, Robert Schumann in testa pronto a scrivere addirittura un Concerto per quattro corni e orchestra. Per questo Concerto, assieme a Vlatkovic siederanno Giuseppe Amatulli, Simone Barboncini e Sandro Ceccarelli. Questo prima della Quarta sinfonia di Schumann a chiusura di serata.