Al Verdi fra operetta e dialetto

Torna al teatro Verdi di Sestri Ponente l’operetta con gli interpreti della Compagnia Italiana di Operette. Dopo dieci anni sarà in scena stasera alle 21 «La vedova allegra» di Franz Lehar. Lo spettacolo sarà particolarmente affascinante anche per la presenza di un’orchestra di 40 elementi diretta da Orlando Pulin. Si tratta di un classico imperdibile per chi ama l’operetta.
Un ripasso della trama. Siamo nel 1905 e il Barone Zeta, ambasciatore del Pontevedro a Parigi, riceve un ordine tassativo dal proprio governo: la signora Anna Glavari, giovane vedova del banchiere di corte, deve a tutti i costi risposarsi con un compatriota. Infatti se dovesse passare a seconde nozze con uno straniero, il suo capitale, valutato 100 milioni di dollari, abbandonerebbe la banca nazionale Pontevedrina e per la patria sarebbe la rovina economica. Il Barone Zeta, coadiuvato da Niugus, un cancelliere un po’ pasticcione, tenta di convincere il conte Danilo Danilovich, segretario all’ambasciata di Parigi, a sposare la ricca vedova. Lui non ne vuole sapere perché fra lui e Anna c’è già stato del tenero, prima delle nozze di lei, e la donna, da parte sua, pur essendo innamorata di Danilo lo fa ingelosire per non dimostrargli i propri sentimenti. Da qui una serie di equivoci che animano la trama e che si concluderanno con il trionfo dell’amore, come nella migliore tradizione del genere.
Il divertimento al Verdi di Sestri Ponente continua anche domani e sabato (alle 21) e domenica (alle 16) con un classico del dialettale. «Impresa trasporti», portato in scena dalla Nuova Compagnia Comica, ha la regìa di Lucio Dambra. La trama è nota per gli appassionati del puro genere goviano. Si tratta di un’impresa di trasporti verso... l’ultima dimora, destinata a fallire perché situata in un saluberrimo paesino dove non muore mai nessuno. Famosa, per chi ha avuto l’occasione di vederla, la gag di Gilberto Govi che con il metro misurava i vivi, tanto per non perdere l’allenamento. Di questo classico viene ora riproposta una versione al femminile con Simona Garbarino, la cui bravura è stata consacrata anche dagli schermi di Canale 5. È così la Teresa a diventare titolare dell’impresa, mentre Fabio Cappello, cui si deve l’idea dello scambio di ruoli passa a fare l’ostetrico del paese.