La «Verdi» ricomincia dal profondo Nord

La lista è lunga. Campeggia il nome di Esa-Pekka Salonen, classe 1958, di Helsinki, podio stabile dell'Orchestra Sinfonica della Radio Svedese fino al 1995, e dal 1992 fino allo scadere del 2009 della Los Angeles Philharmonic. Attorno a Salonen si muove una bella costellazione di direttori finlandesi: giovani, giovanissimi, bravi, tanti e lesti nel guadagnarsi podi prestigiosi. Tutti sono cresciuti nella bottega di Jorma Panula, all'Accademia Sibelius di Helsinki. A questo maestro e a un sistema educativo sensibile alla musica va il merito di aver scoperto e formato i vari Sakari Oramo, Osmo Vänskä, Mikko Franck, Jukka-Pekka Saraste. Fra gli ultimi nati di «Casa Sibelius» c'è Pietari Inkinen: ventotto anni, nato nei pressi di Helsinki, collaborazione stabile con l'Orchestra della Nuova Zelanda ed una serie di debutti con complessi importanti (tra cui la Gewandhaus di Lipsia, la Bayerische Rundfunk). A lui il compito di aprire la stagione dell'Orchestra Verdi, stasera (20.30), venerdì (ore 20) e domenica (ore 16), all'Auditorium di Largo Mahler. E questo, prima del debutto alla Scala, in dicembre, alla testa della Filarmonica scaligera. Assieme a Inkinen, approda in Auditorium un altro artista del profondo Nord. È il pianista norvegese Leif Ove Andsnes. Un pianista introspettivo ed elegante, che - non per nulla - annovera fra i grandi della tastiera che l'hanno ispirato Arturo Benedetti Michelangeli, Dinu Lipatti, Sviatoslav Richter e Geza Anda. Un pianista di corso internazionale ma che mai ha rinunciato alle terre scandinave. Vive infatti fra Copenhagen e Bergen, insegna all'Accademia di musica di Oslo ed è membro dell'Accademia di musica svedese. Un mago in Grieg, gloria musicale della Norvegia, ma che a Milano propone il secondo Concerto di Rachmaninov. Dopo il Rachmaninov condiviso con Andsnes, Inkinen punta - per questa apertura di stagione - sui colori sgargianti e il ribollir di ritmi della Sagra della Primavera di Stravinskij. Una partitura possente e propiziatoria per sua natura: ci si augura anche per l'orchestra che pare lasciare alle spalle il lungo periodo di incertezze di bilancio. Inkinen, pure abile violinista, ama alternare la bacchetta all'archetto, un po' alla Maazel. Nei panni di violinista ha suonato con la Filarmonica di Helsinki al concerto per il centenario di Sibelius. L'anno d'oro del prode Pietari è stato il 2003/2004, stagione durante la quale il direttore ha consolidato rapporti e nome nei Paesi del Nord.