Verdini: "Il nostro partito di plastica? È un gran bel materiale: malleabile e indistruttibile"

Roma - Onorevole Denis Verdini, una riunione fiume... Troppi nodi da affrontare, eh?
«Abbiamo inquadrato i problemi logistici e organizzativi di un congresso straordinario, con migliaia di delegati e invitati».

Suvvia, niente beghe politiche?
«Abbiamo affrontato anche problemi politici, certo. Ma senza alcuno scontro».

A leggere i giornali degli ultimi giorni qualche schiaffo reciproco è volato, però...
«Non so a cosa si riferisce... ».

Gianni Alemanno, sindaco di Roma nonché autorevole esponente di An, aveva contestato l’acclamazione preferendo il voto a scrutinio segreto per la scelta del leader...
«Non credo abbia voluto contestare la leadership del Cavaliere, consacrata dall’esito delle elezioni politiche di aprile e di quelle amministrative in Abruzzo, a Roma, in Sicilia e in Sardegna».

Insomma, alla fine s’è deciso per la votazione per alzata di mano. Scelta condivisa da tutti o ci saranno altri mugugni?
«È condivisa ed è scritto nella bozza di statuto: che è tutta da elaborare ma c’è».

Il vicecapogruppo al Senato Gaetano Quagliariello ha sostenuto che un partito carismatico, come è il Pdl, non può votare in segreto il proprio leader. Condivide?
«È stato esplicito e ha perfettamente ragione».

Però qualche mal di pancia c’è... Non mi dica che è dialettica politica...
«Sì, normale dialettica politica in una fase complessa quale quella della fondazione di un grande partito di centrodestra che rappresenta il 38 per cento degli italiani e che i sondaggi danno al 40 per cento».

Sulle regole interne c’è qualche screzio?
«C’è un dibattito sano e aperto, questo sì. Le regole future vanno costruite oggi. Ma tutto si supera se c’è, come c’è, un obiettivo comune, un solo riferimento politico».

Sempre Alemanno ha detto che, testuale, «bisogna eliminare anche l’immagine del partito di plastica»...
«Ah... Sempre la stessa storia... Domanda: le sembra di plastica un partito che ha fatto nel 2007 oltre 4.500 congressi comunali? A parte il fatto che la plastica è un gran bel materiale: è indistruttibile, è lucente, è malleabile».

Ripetete che è la gente a volervi uniti. Non è che però poi non capisce tutti questi distinguo da parte di alcuni dirigenti?
«Certo che non capisce: da sempre l’elettorato è più avanti di noi. E Berlusconi è il perfetto interprete della maggioranza degli italiani».

Nessuna contestazione della sua leadership?
«No, tutti sanno che Berlusconi ha innovato il centrodestra e la politica in generale. Ha sdrammatizzato la politica e unito gli italiani sotto le bandiere di alcuni valori fondamentali: l’ottimismo e il pregio dell’alternanza. E su questo siamo tutti insieme».

Il segretario della Democrazia cristiana per le autonomie Gianfranco Rotondi si domanda quale sarà la natura del partito: «Ispirazione cristiana e laica o clerico-reazionaria?».
«Da sempre Berlusconi fa riferimento alla grande famiglia del Partito popolare europeo. Poi è chiaro che all’interno di un partito che ha il 38 per cento ci siano tutte i componenti: laici, cattolici, socialisti, liberali. Ma la vera rivoluzione, cominciata nel ’94, è un’altra».

Sarebbe?
«Quella di aver trovato il fluido unificante: valori nuovi quali la semplificazione, l’efficienza, la modernità».