Verdone: «La rivelazione? La Bobulova di Cuore sacro»

Intervista sulla stagione 2005 al regista che sta montando «Il mio miglior nemico», in uscita a marzo: «Mi piacerebbe dirigerla in una storia drammatica»

Pedro Armocida

da Roma

«Il più bel film dell'anno appena trascorso è sicuramente quello di Sorrentino».
Ma caro Carlo Verdone, dovevamo parlare del suo film preferito nel 2005, Le conseguenze dell'amore è invece del 2004.
«Embè? Io l'ho visto quest'anno. E poi è l'unico che recentemente ci ha mostrato un autore con uno stile molto particolare e affascinante. Gran gusto, grande occhio, un regista su cui puntare. Mi ha fatto pensare a un nuovo Antonioni».
Un altro film italiano che le è rimasto in mente?
«Sinceramente faccio fatica, mi aiuti».
Allora gliene dico uno che non credo rientri nei suoi gusti, Private, di Saverio Costanzo.
«E invece si sbaglia. È un film che mi ha molto interessato e incuriosito. Quando vado al cinema non cerco sempre le commedie. Anzi smetto i panni del regista e attore e indosso quelli dello spettatore che mi piacciono tanto. In genere sono attratto dagli esordi, proprio come questo di Saverio Costanzo».
L'attrice rivelazione dell’anno?
«Io sono sempre fedele a Margherita Buy e Laura Morante, le mie preferite. Ma devo ammettere che ho trovato Barbora Bobulova bravissima in Cuore sacro. Mi ha fatto anche molta tenerezza perché era un ruolo proprio difficile, pieno di umiliazioni».
Il suo ora sembra un giudizio da regista.
«È vero, per le attrici sto lì a pensare se andrebbero bene o no per un mio film. Se poi mi si accende una luce, come per la Bobulova, penso che ci potrei lavorare assieme».
Barbora Bobulova in una commedia ancora non s'è vista.
«Infatti per lei dovrei trovare un soggetto un po' più drammatico. Non credo sia facile ma mi piacerebbe molto».
Intanto Carlo Verdone alla commedia non rinuncia e proprio in queste ore sta ultimando il montaggio della sua ultima fatica, Il mio miglior nemico, dove se la dovrà vedere con Orfeo, un ragazzo romano interpretato da Silvio Muccino, che prima gli rovinerà la vita e poi diventerà una sorta di figlio. Prodotto da Aurelio De Laurentiis, il film sarà nelle sale dal prossimo marzo accompagnato da un interessante cast femminile con Agnese Nano e le attrici romene Ana Caterina Moriaru e Corinne Jiga.
Con Muccino vi siete conosciuti grazie a Manuale d'amore.
«Silvio è un ragazzo giovane molto sensibile e intelligente. Ha grandi potenzialità e oltretutto è molto bravo a scrivere. Così mi è stato di grande aiuto anche per i dialoghi».
Manuale d'amore è stato uno dei campioni d'incasso del 2005, ma, più in generale, com'è lo stato del nostro cinema?
«Si respira un’aria di depressione. Oltretutto mi preoccupano i recenti tagli della finanziaria. Certo, ci sono stati tanti sprechi in passato ma ora si è usata l'accetta in maniera troppo drastica. Bisogna stare attenti perché altrimenti si depaupera il paese, la cultura si regge anche su un esordiente, se no il nuovo non arriva mai e rimarremo sempre e solo i soliti a lavorare».
Ma ora si aprono nuove prospettive con i film sui cellulari.
«Per favore non me ne parli. Mi fa venire la nausea solo a pensarci. Vedere un film su uno schermo grande quanto un francobollo del Nicaragua è una mortificazione. La realtà è che cercano di spremere i soldi dove possono. E noi siamo come gladiatori buttati in un'arena, mors tua vita mea. Così, quando il mio film uscirà a marzo avrò paura di sapere con chi mi scontrerò. Perché ormai in sala se non vai bene, due settimane al massimo e ti cacciano».
Qualcuno dice che la crisi del nostro cinema è dovuta anche alla mancanza di storie.
«È vero, inoltre siamo molto provinciali. Continuiamo a raccontare una realtà esclusivamente italiana che difficilmente può avere successo all'estero. E poi, me lo faccia dire... non se ne può più di vedere i film di mafia, i piatti di spaghetti, il solito dialetto siciliano, sempre gli stessi cliché».
Insomma, le famose «tre camere e cucina».
«Esattamente. Per Il mio miglior nemico ho sentito il bisogno di andare anche all'estero. È diventato così un film in parte on the road e spero di essermi allontanato dalla solita commedia all'italiana».