Vergassola: «Coinvolgo mia nonna (che è morta)»

Ma poi vengo assalito dai sensi di colpa

«La scusa che uso più spesso? Dico che non posso parlare al telefono con i giornalisti perché sto salendo sul vaporetto. Se vuole glielo dico anche a lei, eh…». Dario Vergassola e le bugie per evitare seccature: le usa, eccome. Per lavoro, nella vita privata, perfino quando riceve inviti a cena. «Ma ogni volta diventa sempre più difficile, perché a una bugia segue sempre una bugia più grossa».
L'hanno mai scoperta?
«È raro, ma capita. E poi ho una specie di complesso di colpa: ho sempre l'impressione che l'interlocutore si renda conto del fatto che sto inventando una balla, magari dal tono di voce».
L'ultima volta che è capitato?
«Ho rifiutato un invito a cena dicendo che no, quella sera sarei dovuto rimanere a casa con mia nonna. Quando hanno fatto due conti con l'età che ho, hanno perfettamente capito che purtroppo non ho più in vita nessuna nonna».
Una scusa che la mette in difficoltà?
«Quando mi invitano per partecipare a una serata dove non vorrei andare, di solito neanche li faccio finire: "Non posso, quel giorno sono a…". Poi magari salta fuori che la data giusta è un'altra. E a quel punto non so che altro inventarmi».
Si è mai tradito?
«Certo che sì, succede. Anche perché, di scusa in scusa, finisco per perdermi e non ricordarmi più da dove ero partito».