Vergini martiri d'Africa

Sotto questo nome sono ricomprese molte vergini consacrate cadute vittime della persecuzione operata dai Vandali in Africa nel V secolo. Ne parla soprattutto lo storico antico Vittore Vitense nella sua Historia persecutionis africanae provinciae sub Genserico et Hunirico regibus Wandalorum. Già il re Genserico si era particolarmente distinto nel martoriare i cattolici africani, dal momento che i Vandali erano di fede ariana (e poi erano Vandali, il che è tutto dire, visto che il loro nome è passato nel linguaggio comune - e c’è rimasto - a indicare chi si dedica alla distruzione insensata e gratuita per puro diletto). Il suo figlio e successore Unnerico fece anche di peggio. Questi regnò sulle province africane dal 477 al 484. Nei primi tempi si mantenne con le mani in tasca e si guardò bene dal fare danno perché temeva le reazioni dell’imperatore bizantino Zenone, che era pur sempre a capo dell’impero romano e disponeva di una forza militare di tutto rispetto. Ma quando la minaccia dell’intervento bizantino in Africa divenne puramente teorica, allora Unnerico si scatenò e iniziò sistematicamente ad angariare il popolo cattolico. Il metodo, poi replicato nella storia infinite volte, era innanzitutto quello di screditare in via preventiva il clero cattolico, accusandolo di tresche sessuali con le monache. All’uopo, tutte le vergini consacrate, di Cartagine per cominciare, vennero arrestate e sottoposte a tortura per far loro confessare i presunti episodi boccacceschi. Nelle sedute di tortura molte morirono sotto i tormenti. Altre rimasero storpiate per sempre.
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