"Una vergogna il bavaglio al direttore del Giornale"

Continua l’ondata di lettere ed e-mail da parte dei lettori che
esprimono la loro solida­rietà al direttore editoriale del "Giornale",
Vittorio Fel­tri, sospeso per tre mesi dal­l’Ordine dei giornalisti dopo
il caso Boffo. 

Ho letto l’articolo sulla sua sospen­sione, e non mi sono potuto tratte­nere dallo scrivere. Ieri sera ho par­tecipato a un seminario sul giorna­lismo politico, indetto dal Pdl di Bergamo, ed ho posto la seguente domanda al mio interlocutore: «Ha senso di esistere l’Ordine dei Giornalisti alla luce di quanto è suc­cesso a Feltri? ».Ho spiegato che es­se­ndo iscritto all’Ordine degli inge­gneri, non si è mai verificato che un collega venisse censurato e un altro sospeso per lo stesso «REA­TO ». Tutta la nostra solidarietà al direttore Feltri. Continua così. Hanno dimostrato di aver paura di te e cercano di imbavagliarti. Se­guendo questa logica Corriere e Re­pubblica? Fernando Gramano e-mail

Caro Direttore chi le scrive è un affe­zionato lettore suo e del Giornale e le voglio esprimere solidarietà con­tro la vergognosa sospensione. Chissà cosa sarebbe successo se al suo posto ci fosse stato un giornali­sta della cosiddetta stampa libera: manifestazioni di piazza, giroton­di, interpellanze parlamentari, mo­nologhi televisioni dei Travaglio, Santoro, Saviano e compagnia bel­la. Direttore non molli la buona bat­taglia e speriamo che un giorno il buon Dio faccia il miracolo e ci libe­ri di tutta questa immondizia. La sentenza contro di lei è la prova che in Italia non esiste la libertà di stam­pa. Dalla giustizia ai vari ordini, tut­to è politicizzato. Ammiro il suo co­raggio e la sua onestà, cosa rara og­gi. Continui su questa strada, per­ché noi lettori le siamo vicini.
Marin Porcellana e-mail

La invito ad insistere con i suoi edi­toriali contro quelle «penne» anti­berlusconiane che scrivono solo menzogne per non dire...
Pierluigi Cerasani e-mail

Sono esterrefatto per quanto è suc­cesso, è questa la libertà di stampa che l’Ordine dei giornalisti ci propi­na? Dobbiamo sopportare la fazio­sità più becera dalla maggior parte dei giornali per non parlare dei sem­pre più numerosi programmi della Rai (pagata con il canone) ostili alla maggioranza. Ora hanno messo a tacere Vittorio Feltri la cui serietà e professionalità è indiscutibile. Le esprimo la massima solidarietà e spero di leggere, magari in forma di interviste, le sue impressioni su quanto sta succedendo in politica in questo tormentato periodo.
Giandomenico Papi e-mail

Da lettore le chiedo di ospitare sul Giornale ogni santo giorno, per tut­to il periodo di mafiosa sospensio­ne inflitta a Vittorio Feltri,un’inter­vista. Sarà una risposta alla cupola dell’Ordine per soddisfare il loro ci­nismo. Una domanda: tutti parla­no della Carta; perché non la utiliz­zate chiedendo alla Corte Costitu­zionale la tutela della libertà di stampa. O almeno la stessa Consul­ta dica se la Carta usata dall’Ordi­ne dei giornalisti è quella Costitu­zionale (a cui si dovrebbe attene­re) o la carta igienica per cui con o senza il controllo della Corte l’Ordi­ne la può usare come meglio cre­de?
Giuseppe Marino e-mail

Caro Direttore è veramente una vergogna, viviamo in un Paese do­ve i vili e i traditori rimangono sem­pre impuniti (vedi le ultime vicen­de politiche) a dispetto delle perso­ne leali coraggiose e che hanno co­me unica loro filosofia il lavoro an­ziché le cialtronerie. Poi questi Or­dini Professionali... ma quando li sopprimono? A che cosa servono? Perché gli conferiscono tanta im­portanza? Come è possibile che si possano sostituire addirittura allo Stato e decidere chi può o non può esercitare una professione costrui­ta dopo anni ed anni di studio, lavo­ro e sacrificio; non bastano i pm ed i tribunali? Ma perché nessuno protesta? Che pecoroni di gente che siamo!
Gianna Lorella e-mail

Caro Direttore, ho cercato in tutti modi di farle giungere i sentimenti della personale amicizia e condivi­sione della enorme arrabbiatura, che la Lsd (Libera stampa demo­cratica) ha arrecato anche a lei, ma anche a noi, suoi lettori. Questa sporcizia dei 400 pesi ed una misu­ra, deve avere termine. È incredibi­le, che «loro» autocelebrando le lo­ro gesta per decenni, autopremian­dosi nelle varie manifestazioni let­terarie, televisive e quant’altro, sempre con i nostri soldi, ricono­scono solo se stessi, quali apparte­nenti a quei sinedri. Gli uomini li­beri, no! Non va, non può andare.
Beppe Donia e-mail

Se Vittorio Feltri avesse esercitato la professione di giornalista negli Usa, forse sarebbe stato uno dei concorrenti al Pulitzer, per come ha sempre organizzato e condotto le sue campagne d’informazione (pensiamo a quella contro i pedofi­­li, per la quale fu sospeso dal «mira­bolante » Ordine dei giornalisti). Sempre alla ricerca dei fatti contro l’ipocrisia,anche a costo d’incorre­re in errori (salvo poi avere la lealtà di dichiararli). Tutto l’opposto in­somma del modello giornalistico di «predicatore laico» molto in au­ge nel giornalismo italiano, il cui unico intento non è quello di forni­re conoscenze, bensì quello di «educare» o fustigare le coscienze! Noi siamo convinti che, alla fine, il modello vincente sarà quello che Feltri ha fortemente contribuito a costruire e per questo vogliamo rin­graziarlo: per aver dato un grande contributo alla crescita realmente liberale del nostro Paese.
Emma Stasio e Roberto Clemente Roma

Sono disgustato dal comportamento dell’Ordine dei giornalisti nei con­fronti di Vittorio Feltri. Sono un gior­nalista pubblicista da sette anni, ma mi vergogno di far parte di un Ordine formato da ipocriti e doppiopesisti: tappano la bocca a lei, ma non fanno nulla contro la Rai e i giornali di sini­stra, vere e proprie fabbriche di fango contro il Governo democraticamen­te eletto da noi cittadini. Sono dalla sua parte, come tutti i cittadini onesti che non hanno paura della verità. Francesco Bardelli Feltri, viva il Gior­nale. Siete i migliori.
Francesco Bardelli e-mail

Non mi stupisce più di tanto il bava­glio che imposto a Feltri, mi stupisce e mi sorprende di più che non abbia­no chiesto per lei il confino. «Forza» con sincera simpatia e solidarietà .
Gianfranca e Piermario Costanzo Torino

Sono alquanto disgustato dalla sen­tenza che la vede oggi imbavagliato. Nell’esprimerle la mia grande stima e la mia solidarietà voglio anche affer­mare che non sono per niente sorpre­so da quanto accadutole e accaduto­ci. Da tempo si cerca di zittire gli uomi­ni liberi che non la pensano come i po­teri forti dello Stato (di diritto?) in cui viviamo. Del resto ne sono prova i nu­merosi attentati che hanno purtrop­po visto coprotagonisti voci come lei. Forse non dovremmo annoverare tra quelli subiti, anche quello di oggi? Non è un attentato alla libertà la sua sospensione? Le rinnovo la mia calo­rosa stima e la spingo a continuare la vera rivoluzione, quella sana, la no­stra: la libertà! La mia solidarietà per questa infame condanna che ci prive­rà della sua lettura, ma non della sua guida, per 90 lunghi giorni. Giusto il suggerimento: intervistatelo ogni giorno per tutti noi e sentiremo molto meno la sua mancanza.
Claudio Mollica e-mail

Direttore, sei una voce scomoda per il regime, quale esso sia, quindi un ba­luardo della libertà. Destra e sinistra si stanno facendo sponda per far fuori l’avversario comune? Ma che film è questo? Che cosa significa che per Fini, Bersani è meglio di Berlusconi? Ti pre­go mettili alla berlina come sai fare tu.
Alessandro Maneggia e-mail

Leggo il Giornale da quando lo fon­dò Indro Montanelli, appassionan­domi per le sue battaglie per la liber­tà, contro il potere della partitocra­zia ( da cui fu poi adottato strumental­mente come paladino del primo «an­tiberlusconismo »). Oggi tocca a te di­fendere la libertà di stampa dai so­prusi e dai luoghi comuni, dalle ipo­crisie e dai falsi moralismi di cui an­cora oggi è piena la politica oltre che il costume di tanti democratici solo a parole.Ti esprimo quindi la mia per­sonale solidarietà per l’i­nusitata cen­sura imposta da quel falso democra­tico Ordine unico dei giornalisti «ar­ruolati » dal potere e quindi poco libe­ri. Grazie per le tue battaglie in favore della libertà e della coerenza, contro i luoghi comuni e le vigliaccherie.
Luciano Tigini e-mail

Per favore combatta... Abbiamo bi­sogno di lei in questo momento in cui la sinistra e Fini stanno facen­do la rivoluzione. Ancora una volta vogliono prendere il potere non at­traverso il voto ma attraverso ma­novre politiche. Dobbiamo lavora­re per evitare i ribaltoni. Voglio es­sere eventualmente sconfitto alle urne, non da manovrieri subdoli e viscidi.
Flavio Manghi e-mail

Egregio Direttore tutta la mia soli­darietà e continui tranquillamen­te a scrivere contro questa massa di ipocriti. Cordialità da Prato, liberata dai Kom­pagni dopo 63 anni di ruberie.
Massimo Bechi Prato

Caro Feltri, tutta la mia solidarietà. Invito tutti a fare dimostrazioni di contrarietà sul bavaglio e sul golpe inondando di e-mail o lettere il pre­sidente Napolitano perché i vari Fi­ni, Casini, Bersani stanno parlan­do a nome di tutti gli italiani ed è una truffa a tutti gli effetti. È ora che qualcuno di noi si svegli. Non sono frequentatore di stadi, ma si rende necessario gridare, con la forza del­la ragione, siamo in tanti e siamo con te. Vogliono metterci il bava­glio? Sappiano che non ce la faran­no mai. Vogliono fare il ribaltone? Sappiano che non riusciranno co­munque a farci cambiare idea. Molte delle cose scritte dal Giorna­le sono da sottoscrivere e credo che, sotto sotto, siano condivise da molti altri giornali e giornalisti sen­za avere il medesimo coraggio.
Guglielmo Saggioro e-mail