Vergogna Blocchetti di cemento e bottiglie di urina contro la polizia

Giornata di tensione anche a ieri a Brescia ai piedi della gru del cantiere metrobus di via San Faustino dove 4 immigrati (erano saliti in 9) da 15 giorni vivono asserragliati per protestare contro la «sanatoria truffa». Gli occupanti del braccio meccanico nel pomeriggio hanno lanciato pezzi di cemento e bottiglie piene di urina. Una lastra ha danneggiato un blindato dei carabinieri, sfondando un deflettore. La tensione è originata dal cibo, del quale la Questura ha previsto debba occuparsi la Caritas, che gli immigrati rifiutano da venerdì sera. I quattro resistenti - Arun, Jimi, Sajad e Rachid, due pakistani, un marocchino e un egiziano - reclamano pranzi etnici e sigarette. Clima teso anche con i manifestanti a terra, in presidio permanente sul sagrato della chiesa: gli attivisti dell’associazione Diritti per tutti per tre volte oggi hanno cercato di montare delle casse per dare vita a un concerto pro-migranti, ma la polizia si è opposta. Negli scontri di ieri 22 uomini delle forze dell’ordine sono rimasti feriti. Si tratta di 18 carabinieri e di quattro poliziotti. Il più grave è un carabiniere, con una prognosi di 25 giorni per un trauma cranico. Cinque persone sono state portate in Questura. Due bresciani sono stati denunciati, gli altri tre sono stati rilasciati. I disordini si sono verificati tra le 18 e le 18,30 dell’altroieri, al termine di una manifestazione organizzata dall’Anpi e dalla rete antifascista. Ai manifestanti si sono accodate centinaia di persone della sinistra antagonista. Poi gli scontri.