Una vergogna colpire le «ronde» perché danno sicurezza ai cittadini

Ogni giorno la cronaca è ricca di episodi criminali che lasciano sconcertati ed allibiti. Furti, rapine, omicidi sono ormai una costante. Continuano le incursioni nelle ville con violenza nei confronti dei proprietari (l'ultima in provincia di Bergamo dove un 87enne è stato legato e picchiato con brutalità da tre individui, probabilmente slavi). A Caravaggio una commessa è stata assassinata durante una rapina ed il colpevole - prontamente arrestato dalle sempre efficienti ed encomiabili Forze dell'ordine - è risultato un pluripregiudicato tossicodipendente recentemente denunciato e condannato per l'ennesima rapina, ma scarcerato per l’indulto... Gli italiani tutti sono spaventati ed arcistufi di questo stato di cose e di questa criminalità sempre più violenta ed arrogante, ma sempre più impunita. Ma la magistratura invece di usare il pugno di ferro contro chi delinque mettendo i rei in condizione di non nuocere alla collettività, trova tutte le attenuanti possibili affinché i delinquenti sfuggano il più possibile alla galera, consentendo la reiterazione dei loro misfatti. Per contro invece sono stati puntualmente messi sotto accusa ed indagati gli onesti cittadini veneti che, durante una pacifica ed encomiabile «ronda» (così vengono definite le spontanee passeggiate che i residenti dei vari quartieri effettuano per scoraggiare la microcriminalità), hanno consentito l'arresto di una persona che aveva appena commesso un furto (anche se di modesta entità). A questo punto se i cittadini (e sono la stragrande maggioranza) non si sentono protetti e tutelati dalla nostra giustizia e sono sfiduciati da come molti magistrati la amministrano, come non giustificare la diffusa sensazione che in Italia manca assolutamente la legalità?