Vergogna. E non soltanto per il rigore

Vergogna, vergogna, vergogna. Peccato, perché avevo già scritto, per non rovinarmi la digestione della pizza, un commento che assegnava i tre punti a un Milan che, prima di questo insulto al calcio, ritenevo meritasse lo scudetto più dell’Inter. Invece eccomi qui costretto a commentare una partita che, autogol a parte, ha un solo volto: le orecchie a sventola del signor Rocchi; anche se Antonio De Curtis diceva che signori si nasce, dunque le orecchie a sventola di tale Rocchi.
Il quale arbitro cacciando inopinatamente un fino allora correttissimo Maggio, ha deciso di stuprare quella che era la partita del giorno. Complimenti vivissimi. Soprattutto perché il signore con le orecchie a sventola s’è ben guardato dall’usare il medesimo trattamento per le entrate da dietro dei vari Zambrotta, Ambrosini, Gattuso e soprattutto Kakà. Non contento delle sue imprese del primo tempo, l’arbitro ha poi ben pensato di favorire i milanisti inventandosi di sana pianta un fallo da rigore contro per far scoppiare la gioia che ha dentro di noi. Roba da matti. Poi è arrivato l’autogol e fine delle trasmissioni (post scriptum: se Ronaldinho balla il samba sugli autogol altrui, vuol dire proprio che è alla frutta). Non mi sembra ci sia altro da aggiungere, salvo un grazie ai ragazzi, leoni come sempre e più di sempre. Se il Milan invece è quello di ieri sera, devo rivedere i miei pronostici.