Verificare da subito quanto si guadagnerà

STRATEGIE Il trattamento previdenziale si fermerà al 55% dello stipendio. Ma con la previdenza integrativa si può arrivare al 70%. E nel tempo è meglio cambiare il portafoglio

A un lavoratore di 40 anni restano circa altri 25 anni di vita lavorativa davanti a sé. Si tratta di un periodo di tempo sufficientemente ampio per impostare una copertura previdenziale integrativa tale da sopperire al gap pensionistico in cui incorrerà. Ma la condizione è che verifichi immediatamente quanto sarà la differenza tra l’assegno Inps e la sua ultima retribuzione una volta che avrà smesso di lavorare. Per esempio un 40enne lavoratore dipendente con stipendio annuale di 40mila euro lordi e dinamica salariale moderata (cioè tra un punto e un punto e mezzo al di sopra dell’inflazione annuale) dovrebbe contare su un trattamento previdenziale Inps pari a circa il 55% dell’ultimo stipendio. Qualora scegliesse di trasformare il trattamento di fine rapporto (Tfr) accantonato anno per anno in una ulteriore rendita pensionistica integrativa, potrebbe arrivare a coprire fino al 60% dell’ultima retribuzione.
Per ridurre ulteriormente il gap previdenziale è invece necessario decidere da subito di spostare il Tfr maturato anno per anno in un fondo di previdenza complementare (fondo pensione negoziale, fondo pensione aperto o Pip). Così facendo e ipotizzando un contributo del datore di lavoro pari all’1,50% della retribuzione lorda annua, con l’adesione a un fondo pensione che renda quanto il Tfr netto, la pensione finale potrebbe raggiungere il 64% dell’ultimo stipendio.
Chi vuole provare a ottenere di più, deve invece considerare le opportunità ma anche i rischi dell’investimento azionario. Tradotto in pratica, una soluzione potrebbe essere quella di sottoscrivere un comparto di fondo pensione a indirizzo prevalentemente azionario per 15 anni (con un rendimento medio annuo del 6%), per poi procedere a uno spostamento del capitale accumulato verso un comparto di un fondo pensione bilanciato obbligazionario per i successivi cinque anni (3% il rendimento medio annuo) per poi concludere gli ultimi 5 anni in un fondo di garanzia (2% il rendimento) così da mettere al sicuro i risparmi accumulati. L’esito dovrebbe essere un trattamento pensionistico complessivo (Inps e previdenza complementare) compreso tra il 66% e il 70% dell’ultima retribuzione.