Le verità mai dimenticate sul « Vittorino da Feltre»

Gentile direttore, come da Lei premesso alle lettere pro (o contro?) l’ex Vittorino da Feltre, pubblicate sul Suo giornale del 30 Ottobre u.s., chiediamo ospitalità per chiarire, a partire dal titolo, «le verità tutt’altro che dimenticate» su questa Scuola, contravvenendo al laborioso silenzio che ci eravamo imposti, pur di fronte ad una campagna epistolare prolungata ed inspiegabile, come non ci pare di ricordare, per il passato, in presenza di chiusure secche e definitive di tante altre illustri Istituzioni Scolastiche Religiose.
Essere subentrati, con i tempi che corrono, nella gestione di una Scuola prestigiosa come il «Vittorino», garantendo, come spiegheremo, la continuità del servizio per tanti ragazzi e relative famiglie e per tanti lavoratori (e relative famiglie) è stato un impegno faticoso e meditato per il quale non pretendiamo di essere considerati dei «salvatori della Patria», ma nemmeno degli usurpatori; sarebbe falso e scorretto pensarlo e scriverlo e verrebbe meno a un piccolo principio di grato incoraggiamento che ci saremmo aspettati, pur tra tanto scetticismo, in attesa di poter dimostrare nei fatti il nostro operato, sempre disponibili ad accettare suggerimenti e consigli utili a gestire, sotto ogni aspetto, questa difficile transizione.
Dispiace, invece, dover constatare che è bastata una sola, riteniamo legittima e pacata intervista, sul presente e sul futuro dell’ex Vittorino da Feltre, oggi Istituto G.L. Bernini, per alimentare nuove polemiche, livore e rancori che, francamente, non crediamo di meritare né per il passato del gruppo Italscuole, né tantomeno per i progetti che la nostra Società ha avviato con ingenti sacrifici in risorse umane ed economiche. E proprio sotto questo aspetto vorremmo ribadire, innanzitutto, ai tanti emeriti detrattori, che il loro sacrosanto diritto alla critica non dovrebbe superare il limite dell’offesa gratuita sul piano professionale, morale e personale.
Atteso che nessuno, laico o religioso, statale o non statale, detiene, per censo o per definizione, l’esclusiva della ragione assoluta, così come la pregiudiziale del torto, vorremmo, ultimativamente ricondurre la disputa, unilaterale invero, nei limiti di una corretta informazione che parta da una constatazione di fondo: nessuno disconosce i grandi meriti educativi e pedagogici dei Padri Barnabiti che hanno fatto parte rilevante della storia della Scuola italiana e genovese. Le loro legittime decisioni ultime, sofferte quanto ineludibili, meritano rispetto, senza facili ironie né troppo comode e gratuite critiche.
Italscuole, consapevole e rispettosa di tanto passato, si era proposta, è vero già da anni, per rilevare il «Vittorino» che, tuttavia, decideva di tentare autonomamente un rilancio tanto encomiabile quanto, in parte, infruttuoso. Ciò spiega la ripresa della trattativa e la sua rapida conclusione il 19 luglio u.s.
A partire da tale data e a decorrere dal 1° settembre, Italscuole si è attivata per rivitalizzare la Scuola con la formazione di tutte le Classi Elementari, Medie e Superiori, per avviare proficuamente, come è avvenuto, il 17 settembre, il nuovo anno scolastico.
Anche per quanto riguarda tutto il Personale docente e non docente dell’ex «Vittorino», siamo a confermare sinteticamente quanto segue, che potrà essere facilmente verificato dagli scettici, consultando il Sindacato Cgil-Flc, Cisl-Scuola, Sinasca, con cui è stato avviato l’accordo: lo scorso anno il «Vittorino da Feltre» occupava a vario titolo 25 persone (20 Docenti più 5 Ausiliari). Oggi l’ex «Vittorino», solo nella sede di via Maragliano 1, ove sono locate le Scuole Elementari e Medie, in attesa del rientro dei Licei, a ristrutturazione conclusa, occupa 21 persone, di cui 11 confermate dal vecchio organico e 10 neo-assunte in sostituzione di altrettante dimissioni spontanee di Docenti, occupatisi presso altre Scuole, antecedentemente al subentro di Italscuole. Tutto il Personale riconfermato, ovviamente a tempo indeterminato, gode del mantenimento di ogni condizione di miglior favore. Il Personale neo-assunto è stato regolarmente contrattualizzato sin dal primo giorno di servizio.
Risultano quindi non essere stati confermati n. 3 Docenti e n. 1 Ausiliario, il che è comunque doloroso ma è stato inevitabile proporzionalmente ad una popolazione scolastica di 58 Allievi tra Elementari e Medie e di 24 Allievi del Classico, per altro inseriti nel nostro già funzionante Liceo Classico «Bernini».
Abbiamo ritenuto di dettagliare quanto sopra per meglio informare il gruppo firmatario dei «Vittoriniani» evidentemente non troppo «bene informati», ai quali comunque rivolgiamo la nostra disponibilità e la nostra più ampia ospitalità affinché possano tranquillizzarsi sulla sorte dell’ex «Vittorino», al quale sembrano, a ragione, molto legati; rassicurandoli, inoltre, che contrattualmente, Italscuole «...si obbliga a non mutare l’indirizzo educativo cattolico dell’insegnamento, né comunque l’indirizzo etico...».
Abbiamo, cioè assunto un impegno ben preciso di tipo educativo, occupazionale e prospettico, che onoreremo, da laici (ma non laicisti!), il che non costituisce vergogna, con il massimo delle diverse professionalità e risorse di ciascuno di noi, in una «logica di mercato» che non deve scandalizzare nessuno, poiché è la stessa logica che veicola, con i limiti dell’etica, delle leggi e della deontologia, altrettanto importanti settori della vita pubblica.
Se riusciremo in questo oneroso e ambizioso progetto, sarà proprio il mercato degli utenti e il giudizio dell’opinione pubblica e confermarcelo, premiandoci e così consentendo all’ex «Vittorino», oggi «Bernini», di proseguire l’ideale percorso, aggiornato e consolidato, dei Padri Fondatori. È per questo che chiediamo un po’ di tempo e di fiducia; ed è anche per questo che, rivendicando il nostro più recente ma onorato passato, pretendiamo quel rispetto che non deve essere negato ad alcuno e che è il fondamento di qualunque progetto educativo laico o cristiano che sia.
Ringraziamo anticipatamente per lo spazio che vorrà concederci per questa nostra prima ed ultima replica che, su «Il Giornale» o su altre Testate di altrettanto valore, non vuole assumere, né potrebbe, la veste di «Ufficio Stampa», avendo noi sempre e soltanto ritenuto i Giornali come veicolo eccezionale di un’informazione, corretta e rispondente, che per altro, quotidianamente, ogni Scuola avvia con la propria Utenza in via diretta, interpersonale e costruttiva, senza preclusioni e soprattutto senza polemiche.
Con viva cordialità.
*Consigliere Delegato
Italscuole s.r.l