Le verità nascoste di Burlando: più tasse per tutti

(...) Lo spot, pagato peraltro anche con i soldi delle tasse dei liguri visto che pur facendo propaganda alla giunta vengono fatti passare per «comunicazione istituzionale» della Regione, non racconta la verità. Chi non ricorda magari bene che proprio appena arrivato, nel 2005, Burlando aumentò subito le tasse a tutti i liguri, di certo avrà avuto occasione di confrontare i propri stipendi, le proprie cartelle di pagamento delle imposte. Quello su cui gioca il messaggio promozionale è un equivoco. Nel senso che dopo aver alzato a tutti le tasse per il 2006, la giunta di centrosinistra ha iniziato a fare gradualmente marcia indietro negli anni successivi, partendo dai redditi più bassi. I liguri economicamente meno fortunati hanno pagato per un solo anno le sovratasse di Burlando, chi stava solo leggermente meglio le ha pagate per due, altri per tre. Ci sono migliaia di liguri che continuano, alla faccia degli spot, a pagarla ancora maggiorate. E allora basta fare dei conti semplicissimi, di quelli che nessuno può smentire, per smascherare la pubblicità ingannevole della Regione.
Chi aveva nel 2004, con l’amministrazione regionale di Sandro Biasotti, un reddito lordo annuo di 13.200 euro, cioè mille euro lordi al mese, cioè circa 780 euro netti, nel 2006 pagava 118,80 euro di addizionale regionale Irpef. Nel 2006, dopo la stangata di Burlando, ne ha pagati 165. Cioè 46,20 euro in più. L’anno successivo è stato «graziato» dallo stesso Burlando che gli ha riportato la tassazione al livello precedente. Via via salendo, ma non troppo, si arriva a chi nel 2004 aveva 30mila euro di reddito lordo annuo, 1680 euro netti al mese magari per mandare avanti un’intera famiglia numerosa. Ecco, per questo «riccone» non c’è stata pietà: ha continuato a pagare le sovratasse: 420 euro l’anno anziché i 270 dell’era Biasotti. Centocinquanta euro in più che in certi caso non sono proprio noccioline. Solo a titolo di esempio, chi ha un reddito da 45mila euro lordo, alla Regione che sostiene di aver «ridotto» le tasse, ha versato ogni anno 225 euro in più, passando da 405 a 630 euro, con un aumento tra Biasotti e Burlando di oltre il 50 per cento.
Tutti conti che, per questa analisi parziale, hanno preso in considerazione il solo valore dell’Irpef. I consiglieri regionali del Pdl hanno chiesto uno studio sulle buste paga dei liguri, ottenendo solo conferme a quell’impressione di fregatura che tutte le famiglie hanno avuto guardando gli spot della Regione sulle tv locali. «Andiamo sostenendo da tempo che questa giunta inganna i cittadini, racconta successi che non esistono - attacca il consigliere Gabriele Saldo - Dire però di aver abbassato le tasse quando ai più fortunati è toccato solo di pagarne di più per un periodo più ristretto di tempo è davvero troppo».
Non è comunque finita. Perché al riscontro delle buste paga fatto dal Pdl, si aggiunge la più insospettabile delle fonti: la relazione dell’assessore al Bilancio della Regione Liguria. G.B. Pittaluga, pochi giorni fa, in consiglio regionale ha presentato un quadro delle entrate fiscali che prevede alcune «differenze» tra il 2005, anno in cui i liguri pagavano ancora gli effetti delle tasse di Biasotti, e il 2010, ultimo - molti sperano - anno della tassazione Burlando. L’Irap (la tassa regionale sulle attività produttive) nel 2005 ha portato in cassa 740 milioni di euro, nel 2010 la Regione prevede di incassarne 898. Questo significa «meno tasse». L’addizionale regionale sul reddito, l’Ire, nel 2005 garantiva 147 milioni, l’anno prossimo ne porterà 277. Questo significa «meno tasse».
Per non parlare di tutte quelle tasse aumentate da Burlando e mai abbassate, neppure a chi ha reddito zero. Sono le tasse «invisibili», quelle che si pagano quasi senza accorgersene. È il caso del bollo auto, grazie al quale i cittadini vengono spremuti dalla Regione non per 114 milioni, ma per 132. E a rimetterci di più sono proprio i più poveri, che magari hanno l’auto più vecchia perché non possono comprarne una nuova che riduce l’inquinamento e soprattutto la maggiorazione della tassa. O è ancora il caso della benzina, che in Liguria costa di più grazie a un’addizionale che con Biasotti non c’era del tutto e che si è inventato Burlando incassando altri 9 milioni di euro. Anche queste gabelle significano «meno tasse». Così come accogliere le richieste dei suoi concittadini, per Burlando significa portare le tasse universitarie da 3 milioni e 200mila euro a 3 milioni e 700mila, salvo poi dire che il diritto allo studio è minacciato dalle riforme della Gelmini e che la destra vuol fare studiare solo i ricchi.
«Un cittadino mi ha anche segnalato che pagando il bollo auto on line attraverso il sito della Regione, ha speso l’1,83 per cento in più di commissioni. Soldi che però finirebbero nelle casse della Regione - incalza ancora Gabriele Saldo del Pdl - Ho presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti, mentre sempre a proposito di bollo, con tutti i colleghi del Pdl, abbiamo fatto una proposta di legge che consenta ai cittadini di vedersi rimborsare almeno una parte della tassa nel caso di furto dell’auto o di rottamazione, in modo che l’imposta venga pagata solo per l’effettivo possesso dell’auto». Spiccioli, davvero spiccioli, che però sarebbe davvero, per la prima volta nell’era Burlando, una vera «riduzione» delle tasse. Finora il ligure medio, diciamo un padre di famiglia che con 30mila euro lordi l’anno manda avanti la baracca, a chi si vanta di avergli ridotto le tasse ha già pagato circa 1.100 euro in più. Quasi uno stipendio regalato alla Regione.