La verità del semaforo: gli italiani sono il popolo che passa con il rosso

Il caso di Como: in appena otto giorni le telecamere hanno individuato lungo tre incroci cittadini ben 896 infrazioni. E sono circa settanta i Comuni che si sono attrezzati per le «video multe»

Valerio Boni

da Milano

Con le 896 infrazioni rilevate in soli otto giorni, Como ha portato alla ribalta la nuova frontiera della lotta tra gli automobilisti indisciplinati e le istituzioni. Dopo i rilevatori di velocità istantanea e media, l'interesse si sposta su quelli che sono noti con il nome di semafori intelligenti. Si tratta in sostanza di fotocamere collegate all'impianto semaforico: se quando scatta il rosso un'auto impegna l'incrocio, due immagini in sequenza immortalano la targa del veicolo, inchiodando chi è alla guida. Nella città lombarda tre impianti di questo genere sono stati sufficienti per collezionare un potenziale bottino di 5.376 punti patente nella prima settimana di operatività, al termine della sperimentazione durata un mese e mezzo. Per l'infrazione dell'articolo 201 è infatti prevista una sanzione di 138 euro, collegata alla detrazione di sei punti dalla patente.
Come spesso accade in questi casi le contestazioni si annunciano numerose. Singoli automobilisti e associazioni di consumatori sono sul piede di guerra contro questi sistemi di rilevamento, che nelle città più caotiche possono colpire anche chi si trova al centro di un incrocio con il semaforo rosso semplicemente a causa del traffico, quindi senza la volontà di infrangere il Codice.
Quello dei sistemi automatici di rilevamento ai semafori non è una novità assoluta, le prime applicazioni risalgono a una ventina d'anni fa. E proprio perché appartenenti a generazioni non più attuali, alcuni dei modelli utilizzati sulle strade italiane hanno visto revocare le autorizzazioni da parte del ministero delle Infrastrutture con una recente revisione. Di 7 sistemi, due soli hanno dimostrato di avere i necessari requisiti di affidabilità: si chiamano Traffiphot III G e Italian Red Speed Tm. Altri disposivi di controllo possono essere infine impegati solo rispettando una serie di norme di applicazione, che tuttavia non tutti i Comuni sembrano applicare alla lettera.
Il timore delle associazioni di difesa dei consumatori è che il rilevamento delle infrazioni agli incroci possa essere utilizzato più per far cassa che per una reale volontà di garantire la sicurezza. La gestione e la manutenzione degli impianti può infatti creare un importante giro d'affari, se si considera per esempio che il comune di Como riconosce alla società che fornisce le apparecchiature 20 euro più Iva per ogni multa effettuata. Tuttavia qui come in altre zone nelle quali i dispositivi sono stati o stanno per essere attivati la cautela è d'obbligo. L'obiettivo è quello di evitare un nuovo caso simile a quello che si è verificato nel 2004, quando si verificò un primo boom di semafori con fotocamera. All'epoca furono notificate migliaia di contravvenzioni, ma di riflesso i tribunali furono invasi da un'ondata di ricorsi basati su reali o presunte irregolarità dei vari sistemi scelti dalle amministrazioni. Rispetto ad allora sono state ridotte le possibilità di errore con un doppio controllo: un primo garantito dalla riduzione dei rilevatori omologati e un secondo a valle, effettuato dal personale, al fine di evitare la notifica di sanzioni facilmente contestabili.
Como non è l'unica città italiana nella quale si sta diffondendo l'uso dei semafori intelligenti. Una mappa dettagliata è in fase di realizzazione, incrociando i dati ufficiali e le segnalazioni effettuate dagli automobilisti. Allo stato attuale è possibile stimare in almeno 70 le località nelle quali ogni passaggio con il rosso è fissato da una fotocamera. In tutti i casi, la presenza di sistemi di ripresa deve essere sempre preventivamente indicata da un'apposita segnaletica, esattamente come avviene per i rilevatori di velocità. Oltre all'ovvio consiglio di rispettare le norme di circolazione, un sistema per evitare di cadere nella trappola può essere rappresentato dall'inserimento delle coordinate dei semafori intelligenti nei moderni navigatori satellitari, che avvisano con un suono l'approssimarsi di una zona di attenzione.