La verità sulla strada a Fabrizio Quattrocchi

A seguito della lettera pubblicata nell’edizione genovese de «il Giornale» in data 28 c.m., a firma del Sig. Vincenzo Falcone, chiedo di poter pubblicare il testo della «mozione» dell’1/2/2006, ovvero non più tardi del giorno dopo la seduta di consiglio comunale del 31/1 u.s., laddove il sottoscritto si faceva promotore addirittura della posa in opera in uno spazio pubblico della nostra città di un cippo intitolato a tutti i caduti, sia militari che civili, morti in terra irachena mentre assolvevano chi al proprio servizio, chi al proprio lavoro.
Forse il Sig. Falcone si è perso l’inizio e il seguito di quel dibattito in aula, laddove sia allo scrivente che ad altri era subito apparso doveroso ricordare all’unisono tutti i nostri caduti. Per la circostanza preciso che durante il dibattito consiliare emergeva la volontà della maggioranza di negare l’intolazione di una strada o di una piazza a Fabrizio Quattrocchi, per cui sia il mio voto che quello del mio gruppo sarebbe apparso solo strumentale.
Voglio ricordare al Sig. Falcone che il nostro non è stato un voto di «astensione», bensì - quali consiglieri «presenti non votanti» - di vera e propria «indignazione» per come stavano andando le cose. Un voto di «sdegno», quindi.
Al fine di evitare altre inutili quanto altrettanto strumentali polemiche, lo scrivente, il giorno dopo, redigeva la mozione allegata, annoverando, oltre a Fabrizio Quattrocchi, tutti gli altri caduti, civili e militari, barbaramente uccisi in terra irachena.
Un consiglio al Sig. Falcone: se si fosse meglio documentato, cioè conoscendo sia presupposti che gli atti seguenti, avrebbe sicuramente meglio «fotografato» quell’episodio, evitando di essere ben presto smentito egli stesso. Non era certamente votando quelle mozioni che si poteva giudicare quanto io sia legato alla mia Patria! I miei lettori, e miei elettori, che sono persone intelligenti, sanno che sia durante la mia carriera che nella mia vita privata ho sempre messo davanti a tutto quei Principi e quei Valori che ho sempre difeso anche in consiglio comunale, con interpellanze, mozioni e qualsiasi altro strumento, da 5 anni a questa parte.
Prima di giudicare, occorre conoscere: se il Sig. Falcone avesse dato «un’occhiata» anche al mio passato saprebbe sicuramente che il sottoscritto non si sente Italiano (con la «I» maiuscola!) da 296 giorni, ma da quando è nato. Infine invito il Sig. Falcone a leggersi il mio libro «Servi e servitori» scritto non 296 giorni fa, bensì anni addietro.
Ringraziando, porgo cordiali saluti e riporto il testo della mozione.
* consigliere comunale Liguria Nuova

Mozione.
Preso atto del dibattito avvenuto ieri (31 gennaio 2006) in aula consiliare, seguito delle mozioni presentate da F.I. e da A.N. al fine di intitolare una via o una piazza al concittadino Fabrizio Quattrocchi, barbaramente trucidato dai suoi rapitori in Iraq.
Considerato che durante il dibattito sono emersi i particolari degli altri caduti in terra irachena, come i 16 militari caduti a Nassirya, il Funzionario del Ministero Nicola Calipari, ucciso dal fuoco «amico» mentre stava portando in salvo un ostaggio rapito, il giornalista Baldoni, anch’egli rapito e ucciso mentre svolgeva, come i predetti, il suo lavoro, per un dovere di informazione alla nostra comunità.
Ritenuto di assicurare alla storia della nostra città le vittime di tanta barbarie, affinché i posteri siano a conoscenza di quanto è avvenuto, nella considerazione che tutti abbiano pari dignità nella tragica morte.
Preso atto che per altri episodi, certamente di minor valore e senz’altro senza alcuno spirito di abnegazione e di dignità, questo Consiglio ha ritenuto di approvare l’intitolazione di vie o la collocazione di un cippo.
Si impegnano il Sindaco e la Giunta a farsi promotori presso la competente commissione affinché, in uno spazio pubblico della nostra città, venga costruito un cippo a ricordo, con i nomi delle vittime, distinte tra militari e civili, cadute in terra irachena per tragica barbarie mentre assolvevano al proprio lavoro o al proprio servizio, con a fianco le relative motivazioni.
Remo Benzi