Vernazza, il borgo senz’acqua, luce, gas Il sindaco: «Restiamo, ci laveremo in mare»

La furia del fango si è placata, ma non il suo carico di morte. Ieri a Vernazza, in quel nulla che resta del borgo incantato, un uomo di 70 anni è morto, stroncato da un infarto. Forse ucciso dalla paura e dal dolore. Il suo corpo è stato trasportato al Molo Italia di La Spezia da una motovedetta della Capitaneria. Intorno, tra le case sommerse fino ai terrazzi del primo piano di detriti e fango, tante lacrime di chi ha perso affetti, casa, ricordi. In un attimo. E che ora scava a mani nude a cercare di strappare via dalla melma qualche ricordo. «Abbiamo cercato di tenere le porte chiuse in due, ma il fango saliva e ha sfondato la porta. Siamo riusciti a fuggire sul retro salendo su un soppalco e sfondando una finestra. I clienti mi hanno seguito, siamo usciti proprio quando l’ultimo sputava fango». Il barista del Baretto martedì pomeriggio ha mantenuto i nervi saldi salvando così la vita a sei clienti. Non vuole dire il suo nome: «Non mi piace essere protagonista, non c’è bisogno di eroi qui a Vernazza. Qui a Vernazza siamo tutti eroi». La sua casa a fianco della stazione ferroviaria non c’è più, travolta da una serie di terrapieni caduti dalla collina. Il sindaco per avvisare del pericolo aveva fatto il giro casa per casa e tutti lo difendono: «Una cosa così qui non s’era mai vista». Insieme all’unico parcheggio del paese, qui è sprofondato anche il serbatoio del gas. Una cisterna di migliaia di metri cubi che era all’altezza del parcheggio, all’entrata del paese, e che è sprofondata insieme a tutte le auto lì posteggiate. Testimoni hanno riferito di aver sentito il serbatoio «fischiare», per poi essere trascinato via dalla piena. «Avevamo paura che potesse esplodere» ha detto chi ha visto. «Fischiava e tremava tutto. Era il bombolone di tutto il paese. Ora siamo tutti senza riscaldamento». Ieri i tecnici hanno effettuato molti sopralluoghi per verificare la stabilità delle abitazioni: il rischio è che Vernazza venga evacuata per il pericolo di crollo, i piani di evacuazione sono già pronti. Manca l’acqua, sono saltate le fognature, l’energia elettrica e il gas. Ma la gente non se ne vuole andare «ed è disposta a qualsiasi sacrificio» ha detto il sindaco Vincenzo Resasco. «È vero che mancano le fognature, ma le nostre donne sono disposte a usare il mare per lavare». Il governatore Claudio Burlando ha raggiunto Vernazza via mare. «Se bisogna andare, bisogna andare via» ha risposto ai cittadini che gli chiedevano se potevano restare nelle loro case a rischio frana oppure no.
Qualcuno è andato via, chi ha bambini piccoli e può rifugiarsi da parenti in altri paesi non rischia di passare un’altra notte con il rischio del calo delle temperature. Quelli che restano so aiutano l’un l’altro. Servono ruspe, ma come farle arrivare? Le strade sono inagibili, qualche piccolo mezzo, con fatica, è stato recuperato. Ieri mattina, trascinate dai rimorchiatori della Spezia, sono arrivate due gru marittime. La Protezione Civile ha accertato che solo con questi due «pontoni» è possibile intervenire con un minimo di efficacia nell’enormità del lavoro di soccorso che c’è da fare. I pontoni saranno in primo luogo utilizzati per ripulire il porto e consentire dunque una accessibilità piena. E forse il paese potrà contare su una cucina da campo montata in piazzetta. Non è molto. Ma è l’inizio.