Tra vernissage e stagione di grandi mostre un weekend di arte, lusso e benessere

Inverno veneziano. Conclusa la Biennale, rimangono le grandi mostre: «Prendergast in Italia» alla Collezione Guggenheim, «Torcello. Alle origini di Venezia, tra Occidente e Oriente» al Museo Diocesano d'Arte Sacra, «Palladio e/a Venezia» al Museo Correr. Gli ultimi scampoli artistici di un anno straordinario, come non se ne vedevano da un pezzo in Laguna. Qualche mese fa a Dorsoduro, sul Canal Grande, si era infatti consumato il grande opening della Fondazione Pinault: il museo di Punta della Dogana, bizzarria a forma di prua di nave del miliardario francese François Pinault (www.palazzograssi.it). Per trasformare le vecchie mura seicentesche del Benoni - con la torre e la Palla d'oro sostenuta da due Atlanti - nel più importante spazio veneziano dedicato all'arte del dopoguerra, il mecenate transalpino aveva chiamato in causa un genio dell'architettura mondiale, il giapponese Tadao Ando, che aveva già curato per lui il restauro di Palazzo Grassi. Più o meno contemporaneamente, a pochi minuti da Punta della Dogana, il genovese Renzo Piano concludeva la sua ultima fatica, la conversione dei Magazzini del Sale in uno spazio espositivo dedicato al pittore veneziano Emilio Vedova, suo grande amico fino alla morte, avvenuta tre anni fa (www.fondazionevedova.org). Il primo museo della storia senza quadri appesi alle pareti, dove le opere arrivano all'improvviso, sostenute da un braccio meccanico che corre lungo il soffitto. Per il terzo lifting architettonico, si cambia genere e «quartiere»: quindici minuti di vaporetto da San Marco e si scende al Lido, dove l'hotel Ausonia Hungaria (www.hungaria.it), con la facciata Art Nouveau tutta in maiolica restaurata dai maestri di Bassano del Grappa, e i mobili Liberty dell'ebanista Milanese Eugenio Quarti ai piani, ha l'ambizione di diventare «il più importante centro wellness della Laguna», come precisa il proprietario, Teo Russo. Così, prima è arrivata Lanna Gaia, Spa tailandese: massaggi olistici nei salottini dei trattamenti che sembrano un museo d'antiquariato, tè alle spezie per rilassarsi. Poi, a ottobre, è stato inaugurato il nuovo centro Alain Mességué, che occupa due piani dell'hotel e la sala ristorante in stile Liberty. Un pacchetto di 8 giorni, compresi il pernottamento e i pasti curati, caloria dopo caloria, dal mago della linea in persona, costa parecchio sui 4.420 euro a persona (7.455 euro la coppia). Ma beato chi lo prenota.