«È vero, chiediamo troppo ma questa è la nostra forza»

RomaOnorevole Cota, Silvio Berlusconi ha detto: «La Lega chiede troppo». Cosa risponde?
«È così, siamo determinati, la Lega porta avanti con grande convinzione le sue battaglie».
Sta dicendo che Berlusconi vi ha fatto un complimento?
«È una cosa vera, è la forza della Lega, la gente sa che su di noi può contare e che quando prendiamo un impegno lo manteniamo».
Ma non può nascondere che è la prima volta che il premier vi bacchetta un po’...
«Ha da gestire alcuni protagonismi interni in vista dal congresso».
Dichiarazioni da filtrare?
«Ha ragione Bossi quando dice che Berlusconi è un amico. E ha ragione Berlusconi a dire che siamo determinati. Siamo un valore aggiunto, la gente ci apprezza per questo e apprezza il governo nella misura in cui è in grado di dare risposte ai problemi concreti».
Berlusconi ha parlato però anche di un rafforzamento del Pdl al nord. Vi fa paura il nuovo partito?
«Di solito sono gli altri che hanno paura di noi. Non abbiamo paura di nessuno e rispettiamo tutti. Abbiamo un radicamento nel territorio in continua crescita».
Come vi rapporterete con il Pdl definitivamente unito? Non temete un isolamento?
«Dialogheremo con rispetto e con un rapporto di leale collaborazione come abbiamo fatto fino adesso».
Cosa pensa di un’ipotetica alleanza Berlusconi-Fini per prendere le distanze dalla Lega?
«Berlusconi e Fini sono dello stesso partito ormai no? L’alleanza è tra Berlusconi e la Lega. Sono un interlocutore unico».
Lei è presidente dei deputati del suo gruppo, come l’ha presa la fronda dei cento parlamentari contro la vostra norma sui medici che denunciano i clandestini?
«Ripeto, può essere che in vista del congresso ci sia qualcuno che si mette in mostra. Molti sono venuti da me a scusarsi stamattina».
I firmatari?
«Sì, molti. Mi hanno detto: siamo stati tirati dentro, volevamo solo dire che ci doveva essere un dibattito, non pensavamo che la lettera fosse presentata in questo modo».
E nel merito cosa dice della lettera?
«Il governo non ha mai pensato di mettere la fiducia sul ddl sicurezza. Ringraziamo anzi il governo e Maroni per l’ampio dibattito».
Difenderete la norma dei medici?
«Non si parla di un obbligo di denuncia, ma della rimozione del divieto di segnalazione».
Ossia voi dite che il medico, se vuole, può ora denunciare il clandestino?
«Il divieto era anacronistico, significava legalizzare la clandestinità. Però precisiamo che il clandestino va curato in tutto e per tutto. Come è una baggianata dire che non vogliamo che i bambini siano registrati. La battaglia contro l’immigrazione clandestina non ha nulla a che vedere con il razzismo».
Siete pronti a correggere, a ritoccare?
«Premesso che il principio della norma è giustissimo, qualsiasi miglioramento siamo pronti a introdurlo. Mi ha fatto piacere la presa di distanza dalla lettera dei «cento» del capogruppo del Pdl Cicchitto, persona leale, e del vice Bocchino»
Insomma, andate d’amore e d’accordo?
«Loro sono ai nastri di partenza del nuovo partito. Ma il clima è costruttivo, c’è appena stata una presenza compatta sul voto al federalismo. È che la Lega ha determinazione e franchezza. La gente lo sa».