Il vero miracolo è la continuità

di Riccardo Signori

Stavolta guardiamo pure con sprezzante distacco chi osasse parlare di miracolo all’italiana. Nello sport siamo abituati a sentirlo dire e a dircelo. Quello della scherma non è un miracolo, anzi la scherma è l’unico sport (o movimento sportivo) nostro che non fa miracoli, avendo il successo nel sangue. L’anomalia, semmai, non è vincere, ma continuare a vincere. In Italia non ne siamo abituati. Invece la scherma, da decenni, alterna i successi delle sue armi. Può capitare qualche lunga astinenza (sciabola, spada), ma in compenso ci sono altri che riempiono i medaglieri. Anche questo Triploro, conquistato dai maschi, non vuol significare il senso di un dominio ma certifica la logica di una ricchezza. Ovvero: non è detto che avendo vinto tutto oggi, domani, cioè alle Olimpiadi di Londra, il conto si ripeta. Però state certi che i nostri ci saranno sempre tra quelli che contano.
Aldo Montano, Paolo Pizzo e Andrea Cassarà ricordano la geografia della scherma: scuola livornese e catanese, scuola bresciana accomunabile, per vicinanza geografica, a quella veneta che visse a Mestre grandiosi momenti di gloria. Aggiungete l’isola delle meraviglie nelle Marche, anche se Valentina Vezzali sarebbe stata fenomenale ovunque fosse nata. Non dimenticate che a Milano resiste ancora un quarto di nobiltà storica (Mangiarotti) del movimento. Questo è uno sport dove esiste una filosofia culturale comune e diffusa nel Paese, dove non dovremo mai parlare di rivoluzione ma sempre, e soprattutto, di continuità cultural-sportiva.
Facile pensare che nell’atletica, nel nuoto e in altre discipline sia molto più difficile vincere, ma la ricchezza di talento e talenti, la sempre elevata qualità tecnica, la capacità di restare al top anche nell’evoluzione di regolamenti, sistemi e nuove mode, dimostrano la forza di un sistema. Il Triploro è la rivincita del mondo maschio nel confronto del mondo donna, che da tempo tiene in piedi lo sport italiano, anche nelle polemiche. Anche se quella inelegante sulla portabandiera rovina un po’ l’immagine di tutti.
Certamente passare dal Triplete dell’Inter al Triploro della scherma è un grande passo avanti nella civiltà del nostro sport. I tifosi del calcio sorrideranno. Ma qui, alla base, ci sono meno milioni e più lavoro. E, soprattutto, una italianità vera da sbandierare.