Un vero palcoscenico per tutta la città

L’ atmosfera settembrina è elettrica e non solo per l’autunno incipiente. Alla festa del cinema, ad esempio, gli entusiasmi post-veneziani che hanno accompagnato l’anteprima del film di Pupi Avati hanno sfiorato la grandeur. Durante il galà dell’Odeon, il napoletano Silvio Orlando ha elogiato Milano come l’unica città che è riuscita a riscattarlo dalle incomprensioni della patria di Edoardo. Secondo Francesca Neri, oggi Milano batte Roma per qualità di pubblico («mica cinematografari come giù»), parere che accomuna Carlo Delle Piane, che oggi sotto la Madonnina festeggia i 60 anni di carriera. Per l’assessore Terzi, Milano porta anche buono al cinema italiano («Morricone un anno e mezzo fa è venuto in piazza Duomo, poco dopo ha preso l'Oscar...»). I dati rincuorano. La «Panoramica» su Venezia e Locarno ha registrato 3.500 gli sbigliettamenti nelle varie sale, tessere a parte. Che dire? Tra rassegne sul grande schermo, cortometraggi indipendenti e musica rock oltre che classica, in questi giorni sulla città è stato un grandinare di eventi, pur con le inevitabili derive lounge. Un grande evento, di alto impatto scenografico, è quello che ha circondato l’«Opera Totale» di Music Across messa in scena all’Arena Civica. Progetto impegnativo che ha coinvolto due videoartisti, uno scrittore e un compositore. All’assessore alla Cultura Zanello, promotore dell’iniziativa, il merito di aver sottolineato la necessità di un neomecenatismo pubblico nella ricerca artistica contemporanea. Parole sante. Oggi però, ad «astronave» smontata, l’auspicio affinchè gli investimenti pubblici arrivino sempre più anche alla cultura del territorio, quella che da molto tempo a Milano lamenta carenza di spazi espositivi e tagli alle associazioni che fanno ricerca artistica. Al festival «Music Alive» abbiamo ospitato (e applaudito) in questi giorni i giovani talenti provenienti da tutt’Europa. Piacerebbe, sempre di più, veder crescere anche quelli milanesi.