«Il vero problema non sono i simboli ma i candidati»

Egregio dottor Lussana, mi consenta di poter partecipare al dibattito proposto dal suo Giornale sull’idea: «I simboli dei partiti? Difficile cancellarli» in vista delle prossime elezioni amministrative. Per inquadrare correttamente la discussione è necessario sottolineare come nei cittadini vi sia stata da parecchio tempo una perdita dell’«ideologia». Siamo di fronte a un crollo della concezione dello stato liberal-democratico che si limita a una funzione di amministratore ed arbitro nella competizione sociale fra individui e gruppi organizzati e che permette inevitabilmente la supremazia di centri di potere economici e politici sui cittadini, e dello stato socialista che gestisce in prima persona ogni attività economica, arrogandosi arbitrariamente il ruolo di unico rappresentante degli interessi pubblici ed imponendo regole e leggi senza alcuna possibilità di controllo da parte della società civile. Da questa premessa, secondo il mio modesto parere, il problema non consiste nel cancellare o mantenere i simboli dei partiti, ma chi candidare, quali uomini candidare per palazzo Tursi e per la Provincia. Certo il malessere serpeggia nei genovesi: la vicenda del termovalorizzatore, la politica fiscale, la sanità, le cosiddette liberalizzazioni del ministro Bersani, una prossima finanziaria che ci farà versare «lacrime e sangue» (al contrario di quanto afferma Prodi!) il grave problema dell’immigrazione riguardano categorie professionali, ma anche artigiani e buona parte di cittadini elettori di «sinistra». Ecco la necessità di candidare «uomini liberi» portatori di espressioni di una autorità legittimata e radicata nel diritto naturale (cioè in una norma morale scolpita da Dio nel cuore dell’Uomo) fonte della legislazione che i cittadini si danno coerentemente con la propria cultura e tradizione; guide morali e politiche, organizzatori delle categorie produttive, scientifiche e culturali da poter inserire in modo istituzionale al fine di concorrere in modo organico alla elevazione morale e materiale di tutta la comunità genovese. Questa è la grande scommessa della primavera del 2007!
*Forza nuova