Il vero programma scritto in questi anni

L’edizione di Genova ha svolto il ruolo di guida del centrodestra

Caro Lussana, reitero categoricamente il mio «imperativo» dell’altroieri, pur a fronte del suo palesato diniego: «Deve farlo!». Per tanti motivi, che considero pregi e che proverò ad elencarLe, ma soprattutto per uno, quello più importante, che Le dirò alla fine.
Nella sinistra l’unico, finora, che si è provato ad accennare a parlare di programmi è stato l’assessore Mario Margini, ma avete visto come è stato messo da parte per far largo alla lista «bulgara» voluta da Fassino, con un solo candidato alle «primarie», cioè quella «Super-Marta» che, secondo certi sondaggi avrebbe una facile vittoria in tasca, ma che ad avviso di molti inizia a dare chiari segni di «ossidabilità», anche in ragione del suo sempre più noto «caratterino».
Ritengo superfluo, per chi legge queste righe, ogni commento in merito al Sanguineti-pensiero circa il ricercato ripristino dell’ «odio di classe».
Penso che per le prossime elezioni amministrative i Genovesi abbiano il sacrosanto diritto, ma anche l’oneroso dovere, di valutare e scegliere fra programmi seri, che contengano prese di posizione precise ed impegni circostanziati.
Questa volta i Genovesi (sicuramente un po’ chiusi di carattere, alle volte un po’ burberi, ma nondimeno storicamente avveduti) non voteranno l’immagine di questo o quel Candidato-Sindaco, né si accontenteranno che sia la sinistra ad imporre loro quel Candidato solo per la sua figura.
Il programma del centro-destra, invece, ce lo ha manifestato Lei.
Non oggi, ma, forse inconsapevolmente, in questi anni di lavoro all’edizione cittadina del nostro «Giornale», giorno per giorno, riga per riga, servizio per servizio, articolo per articolo.
Lei, che è fuori dalle «alchimie» dei partiti.
Ma che ben conosce i partiti ed i leaders che li rappresentano.
E forse è per questo che sono stati i partiti stessi, e lo stesso Sandro Biasotti, ad indicare il Suo nome.
Lei, che è fuori da qualsiasi «lobby» cittadina.
Lei che, pur «adottivo», in questi anni ha avuto modo di apprezzare i pregi e le virtù di questa nostra Città e dei Genovesi e di conoscere i problemi di Genova de visu, soprattutto attraverso le cronaca giornaliera vissuta da capo-redattore dell’edizione genovese del - me lo lasci dire - «nostro» Giornale.
Il Suo tono e il Suo atteggiamento è sempre stato non di sterile critica e pessimismo, ma molto spesso di obiettività, anche «bipartisan», propositivo, coraggioso e, soprattutto, ottimista, quale mi sento di considerarLa.
Lei ha più volte consacrato ed apprezzato un certo modo di «fare politica», quello tra la gente e per la gente, con idee chiare e precise, alla Castellaneta insomma.
E Lei le idee chiare in testa ce l’ha.
Rilevo che questa virtù della «chiarezza» è sempre più difficile trovarla sia nei politici Doc che anche fra la gente comune: fa sempre più comodo cercare compromessi, inciuci, mezze misure.
Lei ben sa che Genova non è solo il «centro», ma comprende quelle periferie, spesso bistrattate e dimenticate, dove oggi regnano il malumore ed il malessere della popolazione che ci vive, maldisposta a credere ancora a «certe favole» e a «certe promesse» non mantenute degli anni passati.
Questa volta i Genovesi, tutti, quelli che abitano da Castelletto a Begato, da Nervi a Vesima, da Sestri a Cesino, questa volta (come ho già avuto modo di ricordare nella mia lettera pubblicata il 21/11 u.s.) non voteranno, come coglioni, senza pensare a chi consegneranno «le chiavi della Città».
Capiamo, caro Lussana, che questa candidatura Le è «piovuta addosso» di sorpresa.
Capiamo anche questa Sua iniziale titubanza.
Ma quello che deve convincerLa, soprattutto e più di ogni altra cosa, è la grande fiducia che la gente ripone in Lei e che Le stiamo dimostrando con grande affetto e molto caramente giorno dopo giorno.
Lei, Lussana, rappresenta la «bandiera» di un modo di pensare giovane ed alternativo, nuovo per la nostra Città.
Che noi Genovesi meritiamo...
Come meritiamo che questa campagna elettorale, che sicuramente non si configura facile per nessuno degli schieramenti, parta capillarmente senza ulteriori indugi...
Questo, consapevoli che non è poco, Le chiediamo: voglia accordarci quella stessa fiducia che noi riponiamo in Lei! Le «concediamo» ancora qualche giorno, poi sarà l’ora di iniziare a «preparare lo zaino», il cui peso saremo in molti ad aiutarLa a portare.
A Lei che piace il latino: In hoc signo vinces!.
Cordiali saluti.
Segretario
Associazione Culturale
«Genova Viva»