Del vero Totti c’è solo il cucchiaio da fermo

Marcello Di Dio
nostro inviato a Firenze Incertezza e paura, gli stati d’animo di Coverciano prima del temporaneo rompete le righe. L’incertezza è per il recupero di Totti, che sembra ancora lontano. La paura è per l’infortunio capitato a Zambrotta che oggi si sottoporrà a un esame specifico. Due allarmi che suonano forti, anche se Lippi manifesta il consueto ottimismo.
A Totti non è bastato il cucchiaio, la giocata che lo ha reso famoso nel mondo e ieri applaudita da tutti gli azzurri. Né ottanta minuti di partitella, nei quali ha agito più che altro a centrocampo pur fornendo due assist deliziosi. L’impressione è che il romanista sia ancora lontano da essere un giocatore spendibile immediatamente per il mondiale. E che il tutto sia ancora un gioco d’azzardo, nel quale l’ultima parola spetterà a lui quando dirà «ragazzi, mi sono sbloccato». Il lavoro in piscina e con i pesi svolto a Roma, e proseguito nel ritiro fiorentino, è servito a ritonificare il muscolo e la caviglia sinistra offesi dopo l’intervento di Vanigli in quella triste domenica di febbraio. Un lavoro importante, che lo ha potenziato nel fisico, ma sicuramente limitato nella brillantezza. E ad alimentare i dubbi ci ha pensato il test di ieri contro la Sestese di quell’Alfredo Aglietti che anni fa sorprese la nazionale di Sacchi con il suo Pontedera. Il giocatore è apparso appesantito, dal caldo o dal carico di lavoro fisico in questa settimana azzurra, che per lui è stato inferiore ai compagni. Di fatto, nel tridente con Iaquinta e Gilardino ha scelto di non affondare mai: sempre due passi indietro, mai un contrasto o un dribbling tentato, ritmo compassato e qualche pallone utile smistato sulle fasce. Insomma si vede che l’intuizione c’è, ma la rapidità è ancora da ritrovare.
Marcello Lippi gli ha fatto anche da professore, dedicando 40 minuti ad personam venerdì scorso. «Dubbi dopo la prestazione di Totti? Se li avete, non è una novità... – ironizza Lippi -. Ma questo test valeva poco, c’erano i carichi di lavoro. Varrà invece la partita in Svizzera, una delle due la giocherà».
Molto probabilmente la seconda, il 2 giugno a Losanna contro l’Ucraina. A quel punto Totti avrà almeno altri quattro giorni di lavoro differenziato, con una maggiore attenzione ai cambi di direzione, agli scatti e ai tiri. «C’è ancora tempo», continuano a ripetere coloro che stanno lavorando al recupero del numero dieci giallorosso. Che intanto regala il cucchiaio della speranza. «Dopo aver scritto il mio libro, lo dovevo provare – ha scherzato Francesco, prima di ripartire per Roma -. Abbiamo lavorato tanto in questa settimana, adesso queste 24 ore di riposo ci volevano proprio. Ma torno domani (oggi, ndr) a Coverciano, carico per la Svizzera». E dopo la visita in ospedale a Veltroni, rivolge un invito importante: «Teniamo lo scandalo fuori dai Mondiali».
Dall’incertezza alla paura. L’infortunio di Zambrotta è un altro campanello d’allarme per la truppa di Lippi. Quando il terzino della Juventus esce dopo pochi minuti della partitella con i dilettanti del San Gimignano, un brivido scorre lungo la schiena del ct e la faccia del calciatore evidenzia più timore di un sogno finito che di sofferenza per il dolore. La diagnosi del professor Castellacci è di un risentimento del bicipite femorale destro. Zambrotta, dunque, rimane l’unico inquilino di Coverciano insieme col fisioterapista Esposito per iniziare le cure mediche mentre gli altri si concedono 24 ore di libertà. «Vorrà dire che sarò il presidente del Centro Tecnico Federale», scherza lo juventino che si dice tranquillo. «Spero che non sia nulla di grave, è stato un gesto inconsulto, mi sono allungato un po’ troppo e mi sono sentito tirare il muscolo. È sicuramente un problema muscolare, non dovuto però ad affaticamento o alla condizione fisica. Semplicemente il muscolo non ha tenuto».
Oggi l’ecografia valuterà l’entità dell’infortunio: si parla di stiramento e quindi di almeno 15-20 giorni di stop. Uno stop che complica la preparazione del giocatore a due settimane dall’esordio mondiale con il Ghana. Ma Lippi non sembra intenzionato a sostituirlo con Bonera (la riserva dei difensori che sta lavorando a Coverciano). Il ct lo porterà in Germania, sperando di poterlo recuperare per la seconda partita con gli Usa. «Voglio andare in Germania, quindi voglio curarmi nel migliore dei modi. Non mi va quindi di andare adesso troppo in giro», dice il calciatore. Un Mondiale è un’occasione che potrebbe non ripetersi.