Il vero valore delle opere

Jean Clair (al secolo Gérard Régnier, nato a Parigi nel 1940) è fra i critici d’arte più importanti d’Europa, noto in particolare per le sue posizioni molto dure nei confronti dell’arte contemporanea. Da Gallimard è uscita recentemente la sua autobiografia: Dialogue avec les morts. Qui di seguito presentiamo un brano del libro tradotto da Laura Bossi tratto fra quelli pubblicati sull’ultimo numero della rivista Vernissage.

L’asparago dipinto da Manet e la cipolla dipinta da Chardin non hanno prezzo. Non nel senso di un prezzo esorbitante, come le fragole in inverno, ma senza prezzo. L’aneddoto di Manet e di Ephroussi si riferisce appunto a questa impossibilità di assegnare un prezzo all’arte. A Ephroussi che chiede il prezzo di un quadro che raffigura un mazzo di asparagi, Manet risponde che costa ottocento franchi. Ephroussi rifiuta; non paga mai meno di mille franchi per un quadro. Manet rifiuta a sua volta: non ne vuole più di ottocento. Ephroussi insiste e gli mette in mano mille franchi. Poco dopo, Manet invia al generoso collezionista un piccolo quadro di un asparago, tutto solo, come un commerciante, all’ultimo minuto, al mercato, aggiunge un pomodoro o una mela al cesto della donna di casa. L’arte di oggi funziona sul principio opposto: ha un prezzo, spesso smisurato, ma è priva di valore.