Veron e Figo gli artisti Samuel muro sgretolato

Riccardo Signori

da Milano

JULIO CESAR 6. Impallinato sul rigore, scopre che Sheva e Gilardino non sono proprio dei mostri. Stam lo affossa.
J. ZANETTI 6. Più zanettino che capitano. Gioca con grande umiltà badando a coprire tutte le zone a rischio.
CORDOBA 6,5. Un uomo chiamato salvezza. Salva palloni importanti, rischia tanto (anche l’espulsione) e sbaglia anche. Se potesse, morderebbe Shevchenko. Lo azzanna come può. Ma è sempre l’ultima diga, talvolta decisiva.
SAMUEL 5,5. Il muro ogni tanto si sgretola. Compie falli inutili e pericolosi. Impreciso nell’appoggiar palla. In compenso ritrova tutta la fama da killer difensivo quando incrocia i due attaccanti milanisti.
FAVALLI 6,5. Il più centrato nel reparto difensivo nerazzurro. Compie un’operazione salvezza sul primo guizzo al cianuro di Sheva. Lavora di fino anche nel gioco di posizione e di ostruzione.
STANKOVIC 5. Parte da destra per metter freno a Serginho. Prova a infilare il suo gioco a coltello nel fianco milanista. Guizza, ma non punge. Nel pressing non si risparmia. Però commette due errori, uno in ogni gol del Milan.
CAMBIASSO 6,5. Ideale per il rugby: pressione e percussione. E dimostra che la palla, fra i suoi piedi, non è ovale. Va ad anestetizzare Pirlo. Buon crocerossino per tutto il centrocampo nerazzurro.
VERON 7. Accende il motore e non si ferma più. Talvolta caotico, ma certamente uomo di peso in tutti i sensi: tien in mano la chiave del suo centrocampo, detta il pressing, lotta con l’arte del pirata all’assalto del sogno.
FIGO 6. Entra nel derby come un artista da palcoscenici metropolitani. Mette la grinta e il carisma. Cerca sempre di essere utile e talvolta dimostra a Gattuso e Stam di avere una marcia in più.
dal 36’ st BURDISSO sv.
MARTINS 6,5. La solita trottola impazzita che imbrocca tutto per caso. All’inizio sembra uno dei migliori difensori milanisti, nonostante la bontà d’animo altrui. Sbaglia troppo. Poi squarcia la difesa milanista e torna impenitente acrobata.
dal 38’ st CRUZ sv.
ADRIANO 8. Torna Imperatore nella notte del derby. Segna il rigore ed è un segno. Quando apre il cannone sono spari a salve. Fino alla prima punizione della sua partita, che vale un altro segno. Poi è inseguimento alla gloria e al riscatto: si batte come un leone per sfiancare la difesa milanista.
ALL.: MANCINI 7. Il pressing del primo tempo è un bel vedere. La squadra gioca e lotta. Rischia ma non molla mai.