Verona: emorragia cerebrale per Nicola

Emorragia cerebrale, ematoma sul collo, due dita rotte: i dati dal cadavere di Tommasoli fondamentali per stabilire l'accusa. Secondo le difese: "Non ci sono tracce di colpi mortali alla testa". Domani gli interrogatori di garanzia

Verona - L’esame autoptico su Nicola Tommasoli avrebbe confermato la presenza di una grossa emorragia cerebrale nella zona posteriore del cervello. L’anatomopatologo ha prelevato il cuore per verificare successivamente la presenza di eventuali cardiopatie che potrebbero essere corresponsabili del decesso. La vittima aveva due dita fratturate: il pollice della mano destra e un dito della sinistra causato presumibilmente dal tentativo di difendersi. Emerso anche un vasto ematoma sul collo. I risultati dell'autopsia sono decisivi per i capi d'imputazione dei cinque ragazzi in carcere: omicidio preterintenzionale oppure omicidio doloso o volontario.

I difensori Secondo l’avvocato Roberto Bussinello, difensore di Dalle Donne, Perini e Veneri, "dalle prime risultanze non ci sarebbe stato accanimento nei confronti della povera vittima. Non ci sarebbero tracce evidenti di lesioni che facciano pensare a un colpo mortale sulla testa. Sembrerebbe - sostiene il legale, che ha parlato con il consulente da lui incaricato Gabriella Trenchi - che non vi sia traccia di lesioni importanti". L’esame autoptico proseguirà nei prossimi giorni per ulteriori verifiche approfondite. Durante l’autopsia sono stati eseguiti prelievi di campioni che verranno analizzati successivamente. Bussinello ha quindi confermato di aver richiesto le fotografie del corpo e di aver chiesto l’acquisizione della cartella clinica della vittima per verificare eventuali patologie o malformazioni segnalate in passato.

L'aggressione La ricostruzione dei fatti è ancora tutta da definire dalla polizia. I cinque aggressori infatti stanno fornendo versioni diverse dell’accaduto pur non sottraendosi alle proprie responsabilità. Per Andrea Vesentini, uno degli arrestati, si è trattato di una rissa violentissima in cui nessuno degli aggressori aveva intenzione di uccidere. Restano quei calci alla testa, testimonianza rafforzata dai racconti dei due giovani vittime del pestaggio assieme a Nicola Tommasoli. Nelle prossime ore qualche interrogativo sarà chiarito ma le indagini sono lungi dall’essere chiuse.

Domani interrogatori Restano da chiarire alcuni aspetti ancora oscuri del pestaggio che ha causato la morte di Nicola Tommasoli, 29 anni, disegnatore industriale di Santa Maria di Negrar (Verona), ucciso a calci e pugni la notte del primo maggio. I cinque responsabili del pestaggio sono in carcere a Montorio dove attendono l’interrogatorio di garanzia fissato per domani. Raffaele Dalle Donne, Andrea Vesentini, Federico Perini, Nicolò Veneri, Guglielmo Corsi, tutti tra i 19 e 20 anni, simpatizzanti dell’estrema destra e frequentatori dello stadio, sono chiusi in due celle e hanno confessato tutto al pm Francesco Rombaldoni che li ha subito sentiti dopo l’arresto.