Verona investe e cresce 28 rassegne in agenda

Diego Luigi Marin

Un solido ruolino di marcia alimentato da un attivismo incessante, che vive di alleanze, acquisizioni e collaborazioni sempre nuove, sia sul mercato domestico che sul fronte internazionale, e pure associato al potenziamento progressivo delle strutture e dei servizi. Veronafiere investe e si trasforma, accompagnando la crescita organizzativa con una misurata politica di gestione. Quello del quartiere fieristico veronese è un modello che funziona: da un lato, il ruolo attivo di tramite tra le imprese del made in Italy e i mercati globali, consolidati ed emergenti e, dall’altro, la capacità di fare leva sul marketing territoriale, sfruttando le prerogative di cerniera tra Nord e Sud Europa, nonché il forte legame storico ed economico con la città, oggi peraltro al centro di un ampio sistema logistico che incrocia i corridoi 1 e 5, le direttrici Berlino-Palermo e Lisbona-Kiev, assi strategici negli interscambi dell’Europa in divenire. Una stima verosimile dell’indotto annuo derivante al territorio dal business del quartiere si aggira attorno ai 720 milioni, oltre ai 4mila posti di lavoro creati nel Veneto. Luigi Castelletti, presidente del polo scaligero, sottolinea: «Veronafiere è il primo organizzatore diretto di manifestazioni in Italia, capace di riconfermarsi tale e di crescere, pur in una fase congiunturale impegnativa». Le cifre a preconsuntivo gli danno ragione: il fatturato sfiora i 65 milioni di euro (+20,5% sul 2002), mentre il risultato operativo, superiore ai 7 milioni, rappresenta l’11% del giro d’affari, cresciuto del 10,7% rispetto a quanto ottenuto nel 2004. E aumenta pure l’utile netto di gestione, che segna 4,6 milioni contro i 3,3 dell’anno precedente. Altro indicatore significativo, il cash-flow previsto a quota 9,3 milioni. È un ventaglio di incrementi in doppia cifra, frutto di un’attività che si riassume nella locazione di 650mila metri quadrati netti a un totale di 14mila espositori e nella vendita dei servizi correlati, ivi compresi quelli offerti al milione e 100mila visitatori affluiti alle 29 manifestazioni che si sono svolte nel quartiere. «In particolare - precisa il direttore generale Giovanni Mantovani - le rassegne internazionali hanno registrato, rispetto alle edizioni precedenti, un aumento del 15% delle aree locate e una crescita del numero degli espositori pari al 10 per cento. Ed è salita anche la soddisfazione che i clienti ci hanno espresso».
Quest’anno le manifestazioni in calendario sono 28, cui si aggiungono altri 8 eventi programmati all'estero. Per l'esercizio in corso, il budget previsionale di Veronafiere ha posto l’obiettivo di fatturato a quota 56,7 milioni, contando su una crescita di circa il 7% rispetto al 2003, paragonabile per numero e caratteristiche delle rassegne. Nel frattempo, il quartiere prosegue la propria trasformazione, così come previsto dal progetto di riqualificazione affidato alla società tedesca Gmp. Dagli attuali 125mila metri quadrati, la superficie coperta è destinata a passare, in un lustro, a 185.700: nuovi padiglioni (dei quali uno già in via di completamento), ulteriori parcheggi e soprattutto varie soluzioni di accesso e di mobilità interna che ridisegnano il centro espositivo, contribuendo a trasformarlo in una cittadella fieristica più moderna e attrezzata. A cominciare dai due nuovi ingressi oltre all’attuale, l’uno a metà di viale del Lavoro, contrassegnato da una loggia di accoglienza connessa a un’ampia galleria di attraversamento dell’area espositiva, e l’altro posto all'incrocio tra viale dell’Industria e via Roveggia, affacciato su un'avveniristica cupola in vetro e acciaio estesa su 15mila metri quadrati.
Il progetto prevede pure il rinnovo delle strutture congressuali, che già comunque si presentano come il principale centro convegnistico del veronese. Si tratta di 8 sale per 1.400 posti complessivi, cui vanno aggiunti i 600 posti dell’auditorium Verdi e 10mila metri quadrati da allestire all’occorrenza; nel 2005 hanno ospitato al loro interno 300 incontri per un totale di 30mila persone. Tradizionale capofila nel settore agricolo e agroalimentare, e con una presenza forte nei comparto dell’edilizia-costruzioni e del mobile-arredo, Veronafiere punta quest’anno a consolidare la propria posizione sul mercato. E si appresta, in parallelo, a imprimere un ulteriore sensibile impulso all’internazionalizzazione, affermando innanzitutto in Cina, India e Russia e, dal prossimo anno anche in Kuwait e in tutti gli altri Paesi del Golfo, i marchi più noti delle proprie manifestazioni.