Veronesi rinuncia E la Cdl rilancia «Moratti sindaco»

L’oncologo ritira la sua candidatura alle comunali 2006 per l’Unione. Coro di consensi dal centrodestra ma anche dal centrosinistra

Applausi da destra, applausi da sinistra. In un’impresa il professor Umberto Veronesi è sicuramente riuscito. Annunciando il suo «no» alla candidatura a sindaco per il centrosinistra, ha raccolto dovunque grandi attestazioni di stima. Tutti uniti, chi convinto, chi un po’ interessato. E c’è addirittura il socialista (Sdi) Nando Vertemati che considera possibile addirittura «un ripensamento dell’ultima ora».
«Il centrosinistra ha perso una grande opportunità», è molto più realista il segretario provinciale dei Ds Franco Mirabelli. Che subito cerca di riprendersi e, evidentemente ancora un po’ confuso, promette impegno per «interpretare la richiesta di cambiamento che viene dalla città». «Nessuno era a conoscenza della lettera di Veronesi - confessa Augusto Rocchi, segretario provinciale di Rifondazione - e proprio oggi (ieri, ndr) tutte le forze politiche del centrosinistra avevano concordato all’unanimità i passaggi politici più vicini». Troppo tardi. Lacrime di coccodrillo, perché proprio Rocchi aveva stilato un identikit del candidato del centrosinistra che con Veronesi non c’entrava proprio per nulla. «È una brutta notizia: ora la Cdl, insieme a Nando Dalla Chiesa e a Rifondazione comunista possono festeggiare», regola i conti coi suoi Sergio Fumagalli, segretario regionale dello Sdi. «Un ottimo risultato, anche perché con un altro candidato non avremo le stesse garanzie di vincere: complimenti». «Ci dispiace di aver perso una persona così prestigiosa - aggiunge il verde Carlo Monguzzi -. Ora lavoriamo per individuare candidati altrettanto autorevoli». E il più autorevole è sicuramente il presidente della Provincia Filippo Penati. «Non posso che sottolineare l’amarezza per una grande occasione persa - le sue parole -. Veronesi, figlio della cultura riformista di Milano, avrebbe consentito alla politica della città di volare alto per costruire intorno a sé un grande progetto per il nuovo rinascimento di Milano. Ma la sua rinuncia non deve significare la rinuncia a questo progetto ambizioso».
«Ora Veronesi venga con noi». Parte immediato l’appello del centrodestra. «Nella Cdl - lo alletta l’assessore Giulio Gallera (Fi) - esistono la volontà e le condizioni per concretizzare il sogno di Veronesi di fare di Milano la capitale del pensiero e dell’innovazione». «Mi dispiace perdere in partenza uno sfidante, un uomo così coraggioso e serio che, ancora una volta, ha saputo sbalordire tutti con una decisione così inaspettata - dice il candidato sindaco Ombretta Colli -. Veronesi vuole continuare a dedicarsi alla sua più grande e vera passione: l’impegno in favore della scienza contro la malattia e il dolore. Quando una persona ha dei principi così solidi, è difficile non apprezzarne e stimarne le qualità morali». «Alla fine sono riusciti a demolirlo, povero professore», il commento di Massimiliano Orsatti, segretario della Lega. E subito invita i suoi a una riflessione. «Il momento per rompere gli indugi è giunto: il ministro Letizia Moratti, alla quale ribadiamo la nostra stima, dica con chiarezza se ha intenzione di rischiare la sua immagine in una competizione elettorale difficile e per nulla scontata». Per la coordinatrice regionale di Fi Mariastella Gelmini, «Veronesi non poteva rappresentare una certa sinistra estrema. Adesso - aggiunge - aspettiamo la risposta della Moratti per poter proseguira quell’opera di buongoverno già intrapesa da tempo a Milano con Albertini sindaco». «Il principio è la cosa più importante dell’opera. Se il principio della campagna elettorale della sinistra è questo, si può tranquillamente già intravvedere la fine - ironizza il vicecoordinatore azzurro Maurizio Bernardo -. Ma che Unione è? Non lo è nelle intenzioni, ma solo nei veti incrociati sui vari ipotetici candidati».