Veronesi spacca la Margherita: Milano contro Roma

Botta e risposta in casa Margherita sull’asse Milano-Roma. Tema, tanto per cambiare, il candidato del centrosinistra alle prossime elezioni per Palazzo Marino. Apre le ostilità il vicesindaco della Capitale in quota Dl. «Veronesi - si sbilancia con una nota ufficiale il vice-Veltroni Mariapia Garavaglia - è una risorsa per il Paese. Uno scienziato che ci invidiano, un milanese degno della più alta tradizione della città. La sua candidatura a sindaco può costituire una reale forza di cambiamento, di rilancio di una comunità ricca di valori e tradizioni che vuole essere rappresentata al meglio. Mi auguro di poter fare la mia parte nel sostenerlo».
La mia parte nel sostenerlo? Apriti cielo. Una dichiarazione che avrebbe già avuto il suo bell’effetto nel mare agitato del centrosinistra milanese qualche giorno fa. Ma che è diventata ancor più dirompente dopo le ultime esternazioni filo berlusconiane e pro Storace dell’illustre scienziato.
E, da Milano, parte immediatamente la più che piccata replica del compagno di partito. «L’assemblea della Margherita milanese - sentenzia piuttosto irritato Nando Dalla Chiesa, presidente cittadino - ha deciso e tracciato un percorso che è quello di individuare altre candidature da confrontare con quella di Veronesi qualora decidesse di candidarsi. Se poi da Roma, dalla Valle d’Aosta o dal Trentino arrivano altre indicazioni fa parte delle umane cose, ma noi ribadiamo che non stiamo agendo fuori dal consenso dal partito».
Ultima testimonianza di come la Margherita milanese e Dalla Chiesa in particolare, siano ancora piuttosto tiepidi nei confronti della candidatura dell’oncologo di fama. Fatto ribadito giovedì scorso, quando l’assemblea cittadina ha stabilito, e per giunta all’unanimità, «di dare mandato al presidente cittadino Nando Dalla Chiesa di adoperarsi perché, attraverso le forme e gli ambiti previsti dall’Unione, vengano comunque istruite e comparate più candidature di rilievo».