Veronesi: «Il vaccino ci aiuterà a prevenire i tumori più gravi»

Forse è una rivoluzione, certo è una conquista: è già in commercio il primo vaccino anticancro, quello contro il tumore dell’utero, che colpisce le donne tra i 15 e i 45 anni (soltanto in Italia fa ogni anno duemila vittime). Secondo il professor Umberto Veronesi, un’autorità in materia, questa «è una grande notizia per le donne ma anche per il futuro della ricerca».
Il professor Veronesi è convinto, infatti, che questo primo risultato offre concrete speranze di sconfiggere in futuro neoplasie molto temute, come quelle del fegato e dello stomaco, anch’esse di origine virale. Quasi il 20 per cento dei tumori, spiega, sono causati da agenti infettivi, sensibili ai vaccini. Sul piano pratico, il vaccino (gardasil) è stato già sperimentato in quattro città italiane (Roma, Brescia, Napoli, Palermo) per più di tre anni. Gli oncologi l’hanno definito «sicuro ed efficace».
Il ministero della Sanità ha deciso di concedere la vaccinazione gratuita iniziando quest’anno con le dodicenni, il prossimo con le tredicenni e così via. L’Istituto europeo di oncologia, invece, comincerà a vaccinare a titolo sperimentale (nel mese di giugno) tutte le ragazze diciottenni che vorranno sottoporsi a quest’opera di prevenzione. Il vaccino è reperibile in 26 Paesi europei. Il ciclo completo prevede tre vaccinazioni per via intramuscolare. Il professor Sergio Pecorelli, cattedratico di ostetricia e ginecologia nell’Università di Brescia afferma: una volta che si è vaccinata, la donna non potrà più contrarre quel tipo di tumore (secondo solo al carcinoma mammario). Finora questa nuova pratica ha curato 25mila donne in tutto il mondo. In Italia il più alto numero di casi è stato registrato in Lombardia.