Veronica non incide, premier al 75%

Roma Il timore che lo tsunami scatenato dai j’accuse di Veronica Lario potesse abbattersi su quella che è la più lunga luna di miele della storia repubblicana tra governo e cittadini è - almeno al momento - scongiurato. Così, dopo la lunga telefonata mattutina con Alessandra Ghisleri, Silvio Berlusconi può finalmente tirare un sospiro di sollievo. La rilevazione telefonica di venerdì sera su un campione di mille intervistati lascia infatti assolutamente inalterato il gradimento nei confronti del premier. «Sono al 75%», spiega il Cavaliere durante un collegamento telefonico con la Festa dell’Europa in corso a Torino. Con tanto di chiosa polemica: «Mi aspettavo un calo di gradimento, ma la campagna mediatica che si è scatenata in questi ultimi giorni sulla base di un cumulo di falsità è stata letta dagli italiani con intelligenza».
Già, nessun calo. Anzi esattamente lo stesso gradimento registrato nell’ultima rilevazione pre-tsunami, quella del 30 aprile. Anche in quell’occasione Berlusconi si era attestato al 75%. La dimostrazione, ragiona in privato il Cavaliere con i suoi collaboratori, che la vicenda personale «non ha minato né la mia credibilità né quella del governo». D’altra parte, è proprio questo il succo del ragionamento fatto al telefono dal direttore di Euromedia Research: «Il consenso resta ancorato alla politica e a quanto fatto dal governo in questo primo anni di governo».
E che in fatto di numeri Euromedia abbia dalla sua un curriculum di tutto rispetto non lo certifica solo il quasi pareggio delle politiche 2006 (quando era l’unico istituto di rilevazione a dare il Cavaliere in corsa e non dietro di 5-10 punti), ma pure uno che nella politica ci naviga fin da ragazzino come Raffaele Fitto. Che nel 2004 accolse con molto scetticismo la previsione di Euromedia sulla lista civica dell’allora candidato sindaco di Bari Michele Emiliano - data al 17,8% - salvo poi doversi ricredere. «Da allora - confidava mesi fa il ministro ad un collega - per me la Ghisleri è un oracolo».
Ci sta, quindi, che il Cavaliere abbia accolto con una certa soddisfazione i numeri arrivati ieri mattina sul suo tavolo. Numeri che danno stabile anche il Pdl, fermo al 45% ma «sulla strada giusta» di quel 51% che resta l’obiettivo a cui punta Berlusconi. Seguono, decisamente distanziati, gli altri partiti: il Pd (al 25%), la Lega (tra il 9 e il 10%), l’Italia dei valori (tra 6 e 7%) e l’Udc (tra 5 e 6%).