Verrà sgomberato l’«Angelo Mai»

Daniele Petraroli

È arrivata al capolinea l’occupazione dell’Angelo Mai. A spazzare via ogni dubbio sono intervenuti ieri il sindaco Veltroni e l’assessore al Patrimonio Claudio Minelli. In visita all’ex scuola del Rione Monti hanno ribadito la necessità di sgomberarla, ristrutturarla e destinarne l’utilizzo alla media «Viscontino». Con buona pace del «Comitato di lotta per la casa» (sigla dietro cui non si nasconde altro che la «Action» di Nunzio D’Erme), della onlus Probabis, che nello stabile occupato il 17 novembre 2004 organizza dei corsi di teatro, e dei tanti artisti che la sera del 17 gennaio sono accorsi a benedire l’«okkupazione». Da Fiorella Mannoia a Niccolò Fabi, dagli Acustimantico a Vinicio Capossela. Tutti pronti a chiedere di «salvare l’Angelo Mai» ma nessuno disposto a domandarsi quale fosse il parere degli abitanti di zona. «Finalmente il Comune ha ascoltato la nostra voce - spiega Antonio Giannini, uno studio d’architettura poco lontano dall’Angelo Mai -. In questo anno e mezzo ne abbiamo sentite di tutti i colori. Che l’occupazione avrebbe impedito una speculazione edilizia o che nello stabile vivrebbero 25 famiglie di sfollati. Fesserie. Al massimo ci saranno venti persone la notte. Addirittura sono arrivati a dire che la scuola era sfitta da 15 anni». In effetti sull’«Angelo Mai occupato» sono corse le più svariate leggende. Eppure da quando i preti di La Salle hanno abbandonato l’edificio nel 2002 perché scaduta la concessione statale di cento anni la struttura è stata subito «girata» al Comune. Già nel giugno 2004 il sindaco in un incontro con i cittadini si era impegnato per la ristrutturazione e il trasferimento del «Viscontino». A novembre, poi, l’occupazione e le polemiche su una presunta speculazione edilizia. La verità è che i quasi 14 mila metri cubi in pieno centro storico non potevano lasciare indifferenti i «no global» di D’Erme che con la scusa di 25 famiglie da sistemare e dei corsi teatrali da continuare otterranno nuovi spazi. Da qui la promessa di sindaco e assessore: «Aiuteremo i nuclei familiari in condizioni di disagio a trovare soluzioni alternative. Una sistemazione adeguata sarà trovata anche per le attività culturali finora ospitate dalla scuola». I lavori cominceranno subito dopo la scadenza del bando, il 14 marzo. I «monticiani» intanto si godono la loro vittoria ottenuta anche grazie alle 500 firme raccolte a inizio gennaio per chiedere lo sgombero della scuola. «Oltre che tutelare la sicurezza del quartiere - conclude Giannini - volevamo fosse salvaguardato un patrimonio culturale immenso. Quest’edificio risale infatti al 1700 e ha al suo interno una stupenda chiesa sconsacrata. Adesso sì che l’Angelo Mai è salvo». Mannoia & Co. permettendo, s’intende.