Versace, il nuovo potere rosa sfreccia su una motocicletta

Milano«Il potere logora chi non ce l'ha» diceva Andreotti citando Tayllerand. «Questo è un capo che dà potere alle donne» dice Donatella Versace mostrando uno strepitoso cappotto costruito in sartoria sull'idea del giubbotto da motociclista con intarsi di cashmere, camoscio, elastico e nappa morbida come seta al posto dei materiali tecnici solitamente usati per proteggere il corpo dei centauri in caso di caduta.
La moto, ultimo dominio maschile per eccellenza, fa da motore di ricerca per una delle più belle collezioni mai disegnate dalla bionda signora del made in Italy. Ci sono i pantaloni biker fatti con un sapiente assemblaggio di materiali diversi tra cui si riconosce il denim dei jeans. C'è la pelle specchiata effetto cromatura applicata sul davanti di un'incredibile minigonna che dietro ha una grande fascia in elastico tipo canettè, l'equivalente femminile del bustino usato da Valentino Rossi e compagnia rombante per sostenere le reni in gara. «Nella mia moda ha un'altra funzione - dice ridendo Donatella - con questo materiale che ho fatto fare in esclusiva, i pantaloni ti fanno un lato B spaziale, il più stretto dei tubini funziona benissimo anche su chi non ha un corpo da modella».
Ci vuole anche quello, ovviamente, per esaltare in passerella, la siderale bellezza dei minibustier da sera in pelle specchiata blu zaffiro, giallo topazio, rosso rubino o addirittura color cromatura: carrozzerie talmente preziose e seducenti da intimidire tutti i motociclisti incapaci di correre al passo con i tempi.
È proprio questo il messaggio che Donatella vuole lanciare: le donne di oggi hanno la potenza e la velocità di una bella moto, ma soprattutto si sono conquistate il potere di essere femminili e allo stesso tempo professionali, convincenti dal mattino alla sera. Del resto non è un caso se anche Raf Simmons, bravissimo direttore creativo di Jil Sander, lavora sull'estetica delle donne di potere e sull'eroismo che si può nascondere dietro una brillante carriera femminile. Perciò riproporziona e trasforma tutti i modelli da giorno e il classico tailleur pantaloni diventa una tuta lunga oppure tagliata a short con inaspettate iniezioni di colore nella riga del gessato.
Per la sera, invece, il trasformismo necessario per una donna che vive e lavora intensamente passa addirittura attraverso i capi: il magnifico paltò di cashmere double diventa tubino con lo sprone di chiffon grazie a un ingegnoso assemblaggio di tagli e velcro, mentre la straordinaria borsa grande come una casa, al centro ha una pochette staccabile che può servire sia come clutch, sia come porta computer.
Dean e Dan Caten, i gemelli canadesi che insieme firmano le collezioni DSquared2, puntano invece sul sadomaso chic, l'altra faccia della luna del potere femminile. Per cui la cosiddetta Dominatrix, figura retorica del porno, viene evocata nel vynile dei guanti lunghi e dei leggins rosso sangue che completano gli elegantissimi tailleur neri stretti sul corpo come corsetti. Non mancano poi gli strepitosi bustier ricamati a cristalli rosso-sangue oppure indossati sulle Tshirt di tulle trasparente ricamato con l'intricato reticolo del sistema venoso. Se a questo aggiungete che i tacchi degli stivali (ovviamente cuissard e naturalmente in pelle nera) hanno la stessa forma della colonna vertebrale, viene spontaneo pensare all'istintiva paura dei due gemellini per una presunta perversione del potere al femminile. Invece Dean e Dan sono piuttosto affascinati dal sangue come elemento di storie romantiche e supersexy sui vampiri come Twilight e il serial televisivo True Blood che piace moltissimo ai più giovani.
«Le donne devono imparare a riconoscersi belle» dice invece Alberta Ferretti poco prima di far sfilare un'indimenticabile collezione ispirata dall'idea del nudo coperto. Infatti sotto la maggior parte dei modelli da sera compaiono bellissime Tshirt di tulle trasparente ricamato a cristalli: tatuaggi preziosi per il corpo. Perfino i cappotti riescono a trasmettere questo concetto di pudore sensuale: hanno una linea dritta e secca davanti che dietro si snoda in una curva sinuosa capace di muoversi con i movimenti del cosiddetto lato B.
Al movimento e alla sensualità s'ispira anche Cristina Tardito per la sua bella interpretazione della danceuse. «Nessuno può essere forte e determinato come una danzatrice» dice la deliziosa signora che disegna Kristina T prima di far sfilare una moderna ballerina che ha gli stivali-scaldamuscolo, il tutu-abito da sera, la liseuse trasformata in golf o cappottino e tanta voglia di sfondare con il solo potere della sua bravura.