Versi abbandonati sul ciglio di deliri quotidiani

Già canonizzata (è nella Nuovissima poesia italiana Mondadori), Francesca Serragnoli dovrebbe abitare nelle collane di poesia più importanti d'Italia. Invece, staziona in clandestinità o quasi, anche a causa del suo ostinato pudore. La «collana gialla» di Pordenonelegge ne onora l'opera con un libro antologico, pieno di inediti. La Serragnoli, bolognese, classe 1972, scrive con il rasoio tra i denti, sul ciglio del delirio quotidiano, stigmatizzata dalla lettura di Anna Achmatova, versi di lucida allucinazione come questi: «Non è ridere incidere col coltello/ una bocca morta».

Davide Brullo