«Verso Costantinopoli»: presentazione a Roma del libro di Stefano Vincenzi

Presentazione a Roma, al Mondadori Multicenter di via del Corso, del romanzo storico sugli eroi, le grandezze e le miserie degli eroi dell'antica Bisanzio.

É un romanzo storico, ma vuole indagare in una storia «altra», spesso lontana e dimenticata se non dileggiata dagli storiografi ufficiali e dal comune sentire della gente. In «Verso Costantinopoli» (edizioni Romagraf, distribuito dalla Mondadori) , Stefano Vincenzi sceglie di raccontare un'epoca, quella bizantina, sempre intesa come sinonimo di decadenza, di dissolutezza e di intrighi di palazzo. E lo fa riscoprendo degli eroi forse rinnegati dalla storia di oggi, ma che invece vengono esaltati come difensori dei valori dell'Occidente, in quei secoli oscuri. Il libro, che sarà presentato a Roma venerdì alle 18,30 al Mondadori Multicenter di via del Corso, presente l'autore, ha come protagonisti coraggiosi condottieri e ambiziose regine, giovani monarchi e anziani capi religiosi che, dalle mura di Costantinopoli, furono l'ultimo baluardo della nostra civiltà contro i barbari che premevano ai confini dell'Impero, dal nord Europa, come dalle sponde del Mediterraneo. «So che la storia non si fa con i se - dice Vincenzi- , ma non riesco a fare a meno di chiedermi che cosa sarebbe successo se l'allora splendida e solida Costantinopoli fosse crollata e come saremmo stati noi oggi, con quali punti di riferimento e quali valori». Per Giuseppe Parlato, rettore dell'università Pio V e docente di storia contemporanea, che ha scritto la prefazione del libro, comprendere meglio quei tempi è molto importante per conoscere e capire anche i fenomeni di globalizzazione del nostro mondo. Questo è il primo romanzo di Vincenzi, un romanzo storico per un uomo di finanza: responsabile Compliance di Mediobanca, già docente di Diritto del Mercato Finanziario all'università di Urbino e ora professore di Mercato finanziario europeo all'università Pio V di Roma. I due libri che ha scritto finora sono, appunto, di questo settore: Mercato finanziario e Market abuse (Bancaria ed.). Ma ora Vincenzi ha completamente cambiato genere, per realizzare un sogno antico di trent'anni. E ha tirato fuori dal cassetto questo romanzo che ha cesellato per tanto tempo, studiando nelle biblioteche, ricostrumendo l'ambientazione nel passato lontano, approfondendo usi e costumi, facendo sopralluoghi ad Istanbul per verificare la logistica e delineando i profili dei suoi eroi e delle sue eroine, in un misto sempre sorpredentemente credibile, anche nel linguaggio, di storia e fantasia. Siamo all'epoca dei Longobardi e di Carlo Magno, ma i riflettori si accendono su uno scenario spesso trascurato: quello dell'Impero d'Oriente, della corte di Costantinopoli, allora la città più ricca, più bella e più popolosa della cristianità. Sale sul trono un ragazzo, Costantino VII. «Sarà un grande imperatore», dice di lui il leggendario condottiero Romano Lecapeno. Ma è ancora troppo giovane per contrastare la «crisi bulgara», le minacce di un re barbaro che sogna di sedere sul trono di Costantinopoli. Proprio Romano sarà il grande difensore di Costantino e lo proteggerà dai pericoli esterni ed interni al Palazzo. Con rettitudine, fedeltà e misura il grande soldato diventerà un sapiente e sottile politico e medierà tra le mire ambiziose dell'imperatrice Zoe, madre di Costantino e e le arti del patriarca Nicola Mistico, il Richelieu di Bisanzio, Le vicende intricate e affascinanti della sua vita porteranno, poi, anche Lecapenoal soglio imperiale. Primo di una dinastia che ha lasciato un segno indelebile nella storia. Indagare in queste intricate vicende, dare parola, volto e sentimento ad eroi sconosciuti, ricostruire scenari di epiche battaglie e di estenuanti trattative diplomatiche è, per Vincenzi, un modo per risalire alle origini della nostra civiltà e capirne le radici profonde. Oggi, che il processo europeo è in fase così avanzata, che molti temono una perdita d'identità nel grande calderone del Vecchio Continente, che il dialogo-scontro con l'Islam è spesso sentito come una minaccia, questo libro ha una suparticolare a attualità.