Verso Nord. Ecco la nuova frontiera dello spirito (e della letteratura)

Tramontano i saccopelisti in
India e sorgono i patiti di renne e geiser: ritorna il mito. In libreria <strong><a href="/a.pic1?ID=271562">l'ultimo romanzo di Erlend Roe</a></strong>, <em>Tutto sulla Finlandia</em>. E Thor <strong><a href="/a.pic1?ID=271563">Vilhuàlmsson racconta l'Islanda</a></strong> tra fuoco ed eroi

Tramonta l’Oriente e sorge il Nord. «Tramontano» i saccopelisti in India e Nepal e «sorgono» i patiti di renne e geiser islandesi. I corsi e ricorsi della storia sono anche i corsi e ricorsi del mito. Del resto, non è la prima volta che la bussola dello spirito punta decisa in quella direzione. Per primo fu il greco Pitea, partito da Marsiglia nel IV secolo a.C., a esplorare l’Atlantico del Nord e a parlare della misteriosa Thule, terra di fuoco e ghiaccio dove il sole non tramonta mai. Patria di sogni e incubi, limite invalicabile del mondo. Da Pitea in poi, l’Europa ha saputo di custodire «in casa» la propria frontiera dello spirito, alternativa ad Atlantide e a Shangri-La, alternativa agli enigmi diffusi nel Medioevo dai vari Odorico da Pordenone e Giovanni di Mandeville...

Lo ha sempre saputo, ma per lunghi tratti lo ha dimenticato. Mossa dal desiderio di conquiste e scoperte, si è rivolta altrove, colonizzando le utopie, convertendo ai propri costumi popoli talmente lontani da risultare pressoché inesistenti. Così, mode e modi si sono intrecciati, si sono accavallati in un melting pot culturale scandito dal sangue dei vinti e da quello dei vincitori, dalle tappe della tecnica prima e dell’alta tecnologia poi. E quando, infine, l’intero orbe terracqueo non ha avuto più segreti, quando il globo è diventato una pallina da tennis lanciata alternativamente da una parte all’altra del campo, che cosa ha fatto, la cara, Vecchia Europa? È tornata a cullarsi nei propri sogni, ha ricominciato a raccontarsi la favola del buon selvaggio. Ed è andata di nuovo a cercarlo, questo Buon Selvaggio. Per esempio infilandosi nel sacco a pelo sotto i cieli tersi di una Via della Seta ormai riveduta e corretta a proprio uso e consumo.

Ma oggi l’Europa si guarda dentro, e alza nuovamente lo sguardo verso Nord. Molto ha da scoprire, molto ha da leggere. Una biblioteca immensa che va dalle saghe altomedievali ai tormenti joyciani di nuovi autori. Ecco perché, in questa pagina, proponiamo due fra le molte facce della «medaglia» Nord. Due facce letterarie, due facce antiche e moderne: Thor Vilhjálmsson ed Erlend Loe, un vecchio che naviga nel suo mare e un giovane Holden diventato adulto.